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CONVENZIONE/ Il giurista: inutile e dannosa, meglio la Bozza Violante

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Scimmiottano l’Assemblea costituente: una Commissione di 75 con spirito proporzionale (il Pd rinuncia al premio – ma in mano di chi è caduto questo partito!), forse aperta agli esperti, ma hanno già dalla loro Quagliariello e Renzi che ha studiato sui libri di Rodotà. Che si può volere di più. Certo non ci sono Ruini, Ambrosini, Mortati, La Pira, Dossetti, Leone, Moro, Taviani, Tosato, Di Vittorio, Grieco, Marchesi, Pesenti, Togliatti, Amadei, Basso, Merlin, Ghidini, Rossi, De Vita, Perassi, Bozzi, Paratore, Calamandrei, Lussu, Condorelli, Einaudi e gli altri 48 che non menziono, perché meno famosi, ma che sarebbero dei giganti politici oggi. Degli uomini e – per dirla con Martoglio e Sciascia – non degli ominicchi o dei quaquaraquà.

È il momento della cortina fumogena: il giro in Europa, i complimenti della Merkel, la promessa di chiudere la procedura di infrazione per eccessivo disavanzo da parte della Commissione europea, i sondaggi che danno Letta al 62% di gradimento. Tutto si sta preparando per sferrare il colpo!

Non è che il Paese non abbia bisogno di riforme e, in primo luogo, di riforme costituzionali, ma si tratta di capire se si tratta delle riforme giuste di cui da oltre vent’anni discutiamo e scriviamo e per le quali abbiamo riempito scaffali di biblioteche. Per le riforme costituzionali di cui l’Italia ha bisogno realmente, non c’è bisogno di questo teatro della Convenzione. Basterebbe ripartire dalla c.d. “Bozza Violante” (AC 553 – XV Legislatura): riduzione dei parlamentari, Senato federale, bicameralismo differenziato, limitazione del potere di decretazione del Governo, rafforzamento del ruolo di garanzia del presidente della Repubblica, sfiducia costruttiva. Il Titolo V, poi, potrebbe avere anche un restyling, ma dovrebbe essere anni luce lontano dal DDLC n. 3520 (AS – XVI Legislatura), presentato dal Governo Monti l’ottobre scorso, che per uno studioso serio di questioni regionali non si può prendere in considerazione alcuna.

Certo c’è molto da fare, per realizzare un rinnovamento costituzionale, anche per la prima parte della Costituzione: prima siamo stati un modello per i paesi che arrivavano alla democrazia, come la Spagna, il Portogallo, la Grecia, i Paesi dell’ex blocco sovietico; adeso siamo in una condizione misera: nella nostra Costituzione non si fa menzione della privacy, dei diritti del consumatore e di quelli degli utenti, dei diritti della terza generazione: giovani, vecchi, handicappati, delle azioni positive per l’eguaglianza e per altro ancora come la natura, i media, il controllo a distanza e le nuove tecnologie, ecc. Ma dubito che queste problematiche sfioreranno i nostri 75 e la ragione è evidente anche se si fa di tutto per nasconderla inventando delle “cose all’italiana”.


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