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LETTERA/ Il mantra dell'Imu, l'ossessione di chi non pensa ai giovani

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Silvio Berlusconi (InfoPhoto)  Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Caro direttore,
la prima reazione di Silvio Berlusconi all’intervento del presidente Napolitano in Parlamento dopo la rielezione, «un discorso ineccepibile e straordinario, da meditare», e la sua soddisfazione per il programma di governo di larghe intese, «è quello per cui ci siamo impegnati dal giorno dopo le elezioni», mi avevano illuso che si fosse di fronte a una svolta, magari temporanea e tattica, di certo obbligata dalla grave situazione del Paese, ma preludio realistico del «cercate ciò che unisce invece di ciò che divide». Illusione durata un giorno perché subito si è levato un coro: «O i nostri otto punti o si va alle elezioni», «in campagna elettorale abbiamo promesso l’abolizione dell’Imu per la prima casa e la restituzione di quanto pagato nel 2012». 

Ho sentito quasi tutti i dirigenti di spicco – Lupi, Santanché, Cicchitto, Gasparri, Schifani, Berlusconi da Dallas e Brunetta – riproporre la «morbosa ossessione». E’ una definizione “pesante” questa di Mario Monti che, indicando «una rappresentazione mentale che la volontà non riesce a eliminare, che denota mancanza di misura e di equilibrio» (cfr. Treccani.it), forse vuole sottolineare la particolare irresponsabilità di quel comportamento. 

Da padre di famiglia e nonno mi viene da dire che c’è un interesse, un bene più grande che viene prima di non pagare qualche centinaio di euro di tasse sulla prima casa o recuperare quanto ormai pagato. Mi viene da dire che il lavoro regolare per tutti viene prima, soprattutto per i giovani, quelli che non ce l’hanno, ma ancora peggio quelli che non lo cercano perché significa che hanno perso gusto per la vita, che stanno gettando la spugna. Mi ha impressionato scoprire che i Neet (Not in Education, Employment or Training, non studiano, non lavorano, non sono in formazione), giovani tra i 15 e i 29 anni, sono tanti quanti gli abitanti di Milano, e sentire Renato Brunetta (a Otto e mezzo) dire che oggi «in Italia chi vuole lavorare, lavora», «ai mercati generali a scaricare cassette è il modo migliore per cominciare a lavorare», «basta retorica, serve concretezza», fa male, istiga livori e altro, vuol dire essere fuori dalla realtà. 

Ma la risposta, anche avendo i soldi, non può essere il “reddito di cittadinanza” perché, ha ricordato il Papa, «il lavoro ci riempie di dignità». Allora prima dell’Imu ci sono la defiscalizzazione delle nuove assunzioni, l’accesso al credito per le piccole imprese, il saldo dei debiti della pubblica amministrazione, come anche il segretario dell’Ocse ha indicato ieri: prima ci sono gli interventi per far ripartire il lavoro – dopo si penserà all’imposta sulla prima casa. 



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COMMENTI
05/05/2013 - Siamo alle solite (Santino Camonita)

Non c'è niente da fare! Il Berlusconi purtroppo ritorna a fare il " Berlusca"...e pensare che per un attimo ci avevo creduto, ma come, si usa dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Speriamo solo che ci sia qualcuno sveglio del suo entourage ( Lupi & company) a far rinsavire quest'uomo prima che sia troppo tardi! PS: Suggerisco di affidare Brunetta ai servizi sociali perchè è diventato pericoloso per se e per gli altri.

 
05/05/2013 - Sono d'accordo:IMU scelta ideologica? (Roberto Servida)

Nel discorso iniziale di Letta mi sembra ci siano tante cose desiderabili (sospensione IMU, non aumento IVA, esodati, reddito per famiglie in difficoltà con figli e spinta al lavoro) che si scontreranno con le reali possibilità. Per l'IMU mi sembra diventata una battaglia ideologica e di principio. Non sarebbe meglio una revisione concordata che salvaguardi i redditi pro capite inferiori?

 
05/05/2013 - mia opinione (Maria Elena Petrazzini)

Ho letto l'articolo e mi è parso sensato: capisco chi si ostina a dire che lo avevano promesso in campagna elettorale, però questo intestardirsi sull'IMU ed usarla quasi come ricatto, altrimenti si va alle elezioni, rischia di essere una scusa, perchè si sono viste salire le percentuali nei sondaggi e quindi la possibilità di una più alta percentuale di voti. Con la drammatica situazione economica e di mancanza di lavoro, oltre a questa legge elettorale da rifare, lo sprecare altri soldi pubblici per nuove elezioni sembra proprio una mancanza di serietà, se non un infantilismo. Una vecchia canzone dello Zecchino d'Oro diceva "volevo un gatto nero... mi hai dato un gatto bianco e io non ci sto più". Ecco così mi pare l'ostinarsi per l'IMU. Magari un bene se i commenti arrivassero a chi può rendersi conto del pensiero degli italiani. Grazie!