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BERLUSCONI/ La Cassazione: i processi Ruby e Mediaset restano a Milano

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Per Silvio Berlusconi potrebbe trattarsi di una notizia sconvolgente: uno degli elementi principali della sua strategia difensiva è venuto meno. La Corte di Cassazione, infatti, si è espressa sulla competenza dei processi Ruby e Mediaset; per il primo, è imputato di concussione e prostituzione minorile; per il secondo, di frode fiscale ed è già stato condannato, in primo grado, a quattro anni, con la pena accessoria dell'interdizione dai Pubblici uffici per cinque anni. I magistrati hanno deciso, quindi, che i processi continueranno ad essere celebrati a Milano. La sesta sezione ha respinto il ricorso avanzato dai legali dell’ex presiedente del Consiglio che avevano chiesto di spostare a Brescia i procedimenti. Secondo loro, i giudici meneghini non avrebbero potuto esprimersi con la dovuta serenità. Al termine della Camera di Consiglio lampo, i giudici supremi hanno quindi stabilito che il processo Mediaset riprenderà il prossimo 8 maggio, quello per la vicenda legata alla giovane marocchina, invece il 13 maggio. Berlusconi aveva, inoltre, chiesto di essere sentito dalla Cassazione. Ma il tribunale, il 18 aprile scorso, aveva respinto la richiesta motivandola con il fatto che l’audizione di un imputato è contemplata esclusivamente in processi che riguardano l’estradizione.



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