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Politica

M5S/ No a Beppe Grillo, la rivolta dei grillini sulla diaria

Referendum interno fra i parlamentari del Movimento cinque stelle: la maggioranza dice no a Beppe Grillo e a Casaleggio. Vuole tenersi i soldi della diaria. Il rifiuto

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Per la prima volta i parlamentari del M5S disubbidiscono ai capi, Grillo e Casaleggio, e in modo curioso l'argomento della rivolta sono i soldi, quelli tanto criticati quando si parla di casta e costi della politica. In un documento sottoscritto dai due leader Grillo e Casaleggio nei giorni scorsi si suggeriva ai parlamentari eletti nelle fila del M5S di dare praticamente in beneficenza, a delle onlus, la cosiddetta diaria e cioè le spese che si possono considerare superflue (quelle per i collaboratori non utilizzati, rimborsi per il taxi e il telefono e quant'altro compreso il risparmio sui ristoranti, a frotne di quanto viene loro concesso). Così dicevano i due leader: "I parlamentari devono percepire solo 5.000 euro lordi di indennità e ogni altro rimborso relativo a spese effettivamente sostenute rendicontate periodicamente. La differenza dovrà essere destinata al fondo di solidarietà".  Come si sa i grillini eletti hanno già rinunciato a metà dello stipendio lordo, passando da 10mila a 5mila euro al mese), la cosiddetta indennità di mandato cosa peraltro che risultava scritta e sottoscritta nel regolamento cinque stelle per ogni parlamentare eletto. Ma non si era parlato della diaria. Ieri dunque si è tenuto il classico referendum online come da tradizione grillina e i parlamentari cinque stelle dicono di no ai loro capi: decidiamo noi. Hanno votato in tutto 132 parlamentari su 163 e di questi il 48% dice che deciderà lui come e cosa fare della diaria, mantenendole per sé completamente e limitandosi a rendicontare quello che spenderanno.

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COMMENTI
06/05/2013 - commento (francesco taddei)

stavolta grillo ha ragione. 5000 euri al mese sono sufficienti sia per il mutuo sia per le spese accessorie. se lo fanno negli altri paesi possiamo farlo anche noi.