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MORTO ANDREOTTI/ Formigoni: la sua mediazione può insegnare molto alle "larghe intese" di Letta

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Condividemmo il suo essere cristiano a 360 gradi mentre, personalmente, imparai molto dalla sua straordinaria conoscenza dei rapporti internazionali; in particolare, poi, nel 1987, fu sottoscritto, su iniziativa del Movimento Popolare, il cosiddetto “Documento dei 39”: si trattò di un testo fondamentale per la storia della Dc, che venne firmato, tra gli altri, da Andreotti, Fanfani e Donat Cattain. Allora, vi erano tensioni, all’interno della Dc, provocate da coloro che avrebbero voluto che il partito si alleasse con il Pc e rompesse l’alleanza con il Psi. Il documento, che spiacque molto a De Mita, fu fondamentale per tenere la rotta: dovevamo restare nel campo di alleanze del centrosinistra, e non dare vita ad un compromesso storico con i comunisti che, nel 1987, non avrebbe avuto ragione di esistere.

 

Perché l’alleanza del ’76 fu lecita?

Nel ’76 si fecero quelle larghe intese che, oggi, sono tornate di moda; ma allora c’era il pericolo del terrorismo alle porte. Nell’87, invece, si sarebbe trattato di un’alleanza ideologica che avrebbe mortificato l’alleanza tra Dc e democrazie laiche.

 

A proposito di larghe intese: muore Andreotti nel momento in cui la Dc viene “riabilitata” e il governo è composto dai suoi eredi.

vede, la politica ha bisogno di confronto tra gli opposti ma anche di capacità di farsi carico delle ragioni degli altri, di comprendere e rappresentare i problemi di chi non ti ha votato. Questa capacità di dialogo e mediazione è stata incarnata dalla Dc; in un momento drammatico come questo, è tornata ad essere una virtù indispensabile. Tale virtà è la principale eredità della Dc. 

 

(Paolo Nessi)



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