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SCENARIO/ Un "patto" Letta-Alfano contro la guerra tra Pd e Pdl

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Enrico Letta (InfoPhoto)  Enrico Letta (InfoPhoto)

Nonostante la pressione dei falchi del suo partito il leader del centrodestra continua ad essere convinto che questa legislatura potrebbe davvero essere costituente, e in questo sforzo di riscrittura delle regole vorrebbe ritagliarsi un ruolo di primo piano. Il prossimo banco di prova delle reali intenzioni dei democratici sarà l’elezione in settimana dei presidenti delle commissioni parlamentari. Se non vi sarà pari dignità fra Pd e Pdl, e se perdureranno troppi veti sugli esponenti di spicco del partito azzurro, allora il cielo sopra la testa di Enrico Letta potrebbe farsi improvvisamente scuro, coperto di nubi che portano tempesta. 

Dalla sua Letta ha il buon rapporto con Angelino Alfano, una sorta di patto generazionale fra i due, che ha consentito di riassorbire ad esempio il caso Biancofiore. Tutto questo però potrebbe non bastare. La principale incognita riguarda proprio il Pd, dove non si sa oggi chi comandi. A fine settimana l’assemblea che sceglierà quale soluzione mettere in campo per il dopo-Bersani (segretario-traghettatore verso il congresso, o mandato pieno) darà di sicuro un contributo di chiarezza alla situazione. Bisognerà vedere se sarà un contributo a stabilizzare la fragile barca del governo, oppure no.



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COMMENTI
06/05/2013 - guerra (luisella martin)

Secondo me l'antiberlusconismo ha fatto comodo anche a Berlusconi che ha potuto ben diferdersi, con gli avvocati (in tribunale) e facendosi vittima (di fronte all'opinione pubblica). Oggi é morto Giuglio Andreotti,un grande politico che si é sempre rifiutato di calcare la scena, lavorando davvero tutta la vita per il paese, non per sé stesso. Io credo che la differenza fra gli uomini di partiti diversi o fra uomini dello stesso partito,non sia nelle idee da attuare per gestire un Paese. C'é chi, pur essendo magari un grande peccatore,vive avendo Dio(Allah,Jahvè,..)sopra di sé. C'é chi, invece,sembrando magari un uomo giusto, chiede a Dio di occuparsi di cose spirituali, che per quelle materiali ci pensa lui! E chi non crede in Dio? Chi non crede in Dio, secondo me, deve credere nell'umanità se vuol fare il politico e deve avere il benessere dell'uomo (e non il suo!)sopra di sé. Duemila anni fa queste categorie di persone c'erano già e Cristo ce le ha svelate. Cerchiamo di avere ben chiaro chi é l'avversario per non finire di farci la "guerra" scambiando le pecorelle per lupi e i lupi sorridenti per pecorelle.