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COMMISSIONI/ D’Esposito (Il Fatto Quotidiano): Nitto Palma alla Giustizia? Il punto di non ritorno dell'inciucio Pd-Pdl

Pubblicazione:martedì 7 maggio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Anche questo è un punto cruciale su cui Berlusconi si gioca il futuro delle sue aziende. Sembra però che almeno su questo sia stato già trovato un compromesso: alla fine, come previsto, non è andato Paolo Romani, ex ministro berlusconiano, ma un ex An come Altero Matteoli. Francamente faccio molta fatica a vedere una gran differenza tra i due, anche perché Matteoli è ormai diventato di fatto un berlusconiano.

Secondo lei una mancata intesa su un tassello fondamentale come la giustizia potrà creare problemi al governo?

Non credo. Senza dubbio la stabilità di questo governo vacillerà di fronte a tutti gli scossoni che in futuro arriveranno su alcune materie delicate, come questa più recente della giustizia o come il pressing di Berlusconi sull’abolizione dell’Imu, ma sono dell’idea che almeno per i prossimi 3-4 mesi questo esecutivo dovrà andare avanti. Dopo l’impegno preso con Napolitano sulla sua rielezione, non credo che Berlusconi possa adesso condizionare questa partita. Potrà decidere di farlo comunque, questo è certo, ma dovrà anche assumersene la responsabilità.

Come giudica le proteste del Movimento 5 Stelle riguardo Copasir e Vigilanza Rai?

Bisogna effettivamente dire che il M5S non ha poi torto quando dice di rappresentare la vera opposizione, visto che Sel e Lega si sono inizialmente presentati insieme ai partiti che oggi governano. Non che la loro sia una finta opposizione, ma nessuno può negare che vi sia un legame tra Berlusconi e Maroni, come anche tra Vendola e il Pd, prima rappresentato da Bersani. I grillini quindi, dato che si tratta di cariche che devono andare a esponenti dell’opposizione, giustamente rivendicano queste poltrone.

 

(Claudio Perlini)



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