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IL CASO/ Sansonetti: Berlusconi è la "foglia di fico" di sinistra e magistrati

Secondo PIERO SANSONETTI, non esiste salvacondotto in grado di sanare la frattura tra la magistratura e la politica. L’unica via d’uscita consiste in una riforma radicale della giustizia

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Quanto durerà il basso profilo di Berlusconi? Per il momento, ha ingoiato la sentenza della Cassazione che mantiene i processi sui casi Ruby e Mediaset a Milano (quasi) senza fare una piega. In sintesi, si è limitato a dire che è convinto dell’assoluzione ma che eventuali condanne dimostrerebbero che lo vogliono far fuori per via giudiziaria. Il che fa parte della sua nuova strategia giudiziaria, che ha visto l’avvicendamento di Ghedini con Franco Coppi, il re dei cassazionisti, noto per imporre ai suoi assistiti un atteggiamento irreprensibile nelle aule di tribunale. Intanto, nel Pd c’è chi trema al pensiero che una condanna lo faccia propendere per diseppellire l’ascia di guerra e staccare la spiega al governo. Tutto ciò, si inserisce in una vicenda più ampia, legata ai rapporti tra magistratura, politica e cittadini. Ne abbiamo parlato con il direttore de Gli Altri e di Calabria Ora, Piero Sansonetti.


Come inciderà la decisione della Cassazione sulla tenuta del governo?

Non credo che la sentenza della Cassazione, o l’eventuale condanna per i processi Ruby e Mediaset, ne metteranno in discussione la tenuta. Tanto più che, nel primo caso, presumibilmente sarà assolto. Non solo, infatti, non esiste alcuna prova ma nemmeno il più vago indizio che vi siano stati dei rapporti sessuali. Di conseguenza, si indebolisce anche l’accusa di concussione. Essa, infatti, sarebbe stata prodotta in funzione del primo reato. Anche laddove fosse condannato (anche per la vicenda Mediaset) tuttavia, difficilmente ci saranno ripercussioni sul governo.

Perché no?

Farlo cadere non rientra nella sua strategia. Non ha alcuna convenienza a disperdere il consenso raggiunto negli ultimi mesi. A meno che, semplicemente, non perda definitivamente i nervi. Resta il fatto che la decisione della Cassazione è piuttosto curiosa.

Cosa intende?

Che Milano non sia la sede più adatta per processare Berlusconi è evidente. Nessuno può avere ragionevoli dubbi sul fatto che la procura di Milano abbia dei pregiudizi nei suoi confronti. In un qualunque Paese garantista, una cosa del genere non sarebbe mai accaduta.

Lei dice che se Berlusconi viene condannato non farà cadere il governo. Eppure, nel Pd c’è chi teme che, invece, lo farà. Come pensa che abbiano ragionato i democratici nel momento in cui si alleavano con il Pdl? Letta ha pensato che se le vicende giudiziarie di Berlusconi dovessero avere esito negativo, il suo governo sarebbe a rischio?