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SCENARIO/ Polito: l'unica chance di Letta è che Berlusconi faccia come Andreotti

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Enrico Letta (InfoPhoto)  Enrico Letta (InfoPhoto)

All’interno della stessa maggioranza, coloro che mal sopportano le larghe intese sono moltissimi. Qualunque incidente di percorso li rafforza. E le tre mancate elezioni, di per sé, rappresentano un incidente piuttosto grave. Un accordo tra i due maggiori partiti è, infatti, venuto meno. Il che introduce legittimi sospetti sulla consistenza degli impegni che il Pd si assume. Se alcuni parlamentari di una commissione possono seguire una linea differente da quella indicata dal partito, è ovvio che tutti i falchi sono legittimati ad affermare che il governo non può durare.

 

Perché il Pd non riesce a tenere fede ai patti?

L’incapacità del gruppo parlamentare di muoversi in maniera disciplinata è emersa in maniera ben più dirompente durante l'elezione del presidente della Repubblica, quando una leadership ancora esisteva. Esiste una profonda divisione tra quanti pensano che il compito del Pd sia quello di governare il Paese, e tra chi è convinto che il suo compito sia di impedire al Pdl di governare. Oltretutto, i gruppi sono composti in maniera mai vista finora: come affermava Amato, gran parte dei nuovi parlamentari sono assimilabili a “studenti fuori” corso che “leggono esclusivamente Twitter”. Una buona fetta, inoltre, risponde a gruppi di opinione collocati fuori dal partito, che è attualmente privo di una sua autonomia.

 

La nomina di un segretario pro-tempore potrebbe sanare le divisioni?

Un accordo tra i capicorrente per un traghettatore, non cambierà nulla. L’unica possibilità di ripartire consiste in una campagna congressuale in cui si affrontino le opzioni diverse, e ci si conti su documenti e personalità in grado di rappresentarli.

 

Cosa farà, a questo punto, Berlusconi?


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