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SCENARIO/ Polito: l'unica chance di Letta è che Berlusconi faccia come Andreotti

Pubblicazione:giovedì 9 maggio 2013

Enrico Letta (InfoPhoto) Enrico Letta (InfoPhoto)

La concordia che ha contraddistinto i primissimi giorni del governo Letta rischia di esser messa in discussione. Il clima, alla periferia dell’esecutivo, si sta arroventando. Alcuni episodi indicano come in molti settori della maggioranza parlamentare dominino ostilità e insofferenza. La Convenzione per le riforme, con ogni probabilità, è stata accantonata. Non solo e non tanto perché Berlusconi, da un giorno all’altro, è passato dal rivendicarne la presidenza a giudicarla un organismo inutile. Contestualmente, va registrata l’incapacità del Pd di tenere fede ai patti. Francesco Nitto Palma era il presidente designato della commissione Giustizia del Senato. Un gruppuscolo di parlamentari democratici si è sentito in diritto di votare scheda bianca ad ogni votazione. Su tutto, aleggia la spada di Damocle dei processi a carico di Berlusconi. Nell’ambito del caso Mediaset è stato condannato a 4 anni. Manderà, a questo punto, tutto all’aria? Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Antonio Polito, editorialista de Il Corriere della Sera.


Sembra che il progetto della Convenzione stia via via sfumando.

L’idea era nata assumendo un’altra prospettiva politica. Si trattava del doppio binario suggerito da Bersani: il primo sarebbe dovuto consistere nel governo da lui presieduto, il secondo in un organismo in cui fare assieme le riforme. Questo scenario non si è prodotto, perché i due partiti sono andati al governo insieme. La Convenzione, a questo punto, rischierebbe di complicare un dialogo che già avviene dentro il governo. Lo dimostrano i fatti: prima ancora di partire, si è innestata una polemica su chi avesse il diritto a rivendicarne la presidenza. L’organismo presenterebbe, inoltre, una serie di ostacoli costituzionali non indifferenti. Si affiderebbe, cioè, ad un entità non elettiva il compito di riformare la Costituzione in forma redigente. Il Parlamento, cioè, avrebbe il diritto di accettare o respingere in blocco i frutti del suo lavoro, ma non di emendarli.

 

Crede che Berlusconi abbia fatto considerazioni analoghe?

Probabilmente, ha tenuto presente il fatto che la Convenzione sarebbe stata un modo per garantire la durata del governo Letta. Il processo di riforme istituzionali, infatti, non può durare meno di 18 mesi. Senza la Convenzione, dunque, restano sul tavolo solamente alcune misure urgenti, quali la riforma elettorale, di natura decisamente più contingente. Non è escluso che Berlusconi stia svelando quello che molti sospettano, ovvero che stia partecipando al governo in maniera strumentale, pronto a staccare la spina non appena gli converrà.

 

Come giudica la vicenda legata all’elezione di Nitto Palma?


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