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SUICIDIO PD/ Occhetto: è un "difetto di fabbricazione"

Pubblicazione:giovedì 9 maggio 2013

Occhetto Occhetto

“Quello che Cofferati definisce ‘il suicidio del Pd’ si spiega con un difetto di fabbricazione, una piccola crepa che di fronte alla mancata vittoria si è allargata fino a spaccare l’intero partito”. Ad affermarlo è Achille Occhetto, fondatore del Pds e suo primo segretario, che commenta così la presa posizione di Sergio Cofferati, che riferendosi al Pd ha scritto che “la patologia sta rapidamente mutando e da autolesionismo diviene propensione al suicidio”.

 

Occhetto, è d’accordo con la diagnosi di Cofferati?

Ritengo che la posizione di Cofferati sia del tutto condivisibile, perché non c’è dubbio che ci siamo trovati di fronte a una serie di atti inesplicabili e a delle menzogne di fronte ai cittadini altrettanto gravi. Ci si lamenta del fatto che i cittadini non credono più nei politici, ma questi ultimi non sono in grado di tenere fede alla parola data.

 

A che cosa si riferisce?

La prima menzogna è stata quella di Monti, il quale ha promesso che non si sarebbe mai candidato e poi puntualmente lo ha fatto. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva detto che sarebbe stato semplicemente ridicolo ripresentarsi come presidente e poi, non per colpa sua, è stato rieletto. Il Pd inoltre per tutta la campagna elettorale ha giurato solennemente davanti ai cittadini che non avrebbe mai fatto un governo con Berlusconi, e puntualmente lo ha fatto. Si tratta di tre elementi che insieme contribuiscono a creare una profonda sfiducia nelle dichiarazioni delle forze politiche e nella politica in quanto tale.

 

Quali alternative esistevano alla rielezione di Napolitano?

Non si capisce per quale motivo nel Pd non si sia presa neanche in considerazione l’ipotesi di votare per Rodotà, che pur essendo stato candidato dai grillini è uomo della sinistra. Rodotà è stato presidente del consiglio nazionale del Pds quando io ero segretario. Si tratta inoltre di un esponente apprezzato tanto all’Italia quanto all’estero.

 

Eppure si è preferito tentare prima con Marini e quindi con Prodi …


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