BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PRESIDENZIALISMO/ Pasquino: Zagrebelsky e Libertà e Giustizia? Sono gli imbalsamatori della Costituzione

Pubblicazione:lunedì 10 giugno 2013

infophoto infophoto

Gianfranco Pasquino, dalla pagine del sito web de Il Mulino, fa le pulci al collega costituzionalista, nonché ex presidente della Consulta, Gustavo Zagrebelsky. Il quale, intervistato da Il Corriere della Sera, si era scagliato contro l’ipotesi di presidenzialismo avanzata, in particolare, dal Pdl. L’ostilità ad un sistema del genere risiederebbe, anzitutto, nel fatto che ha condotto i colonnelli a diventare capi di Stato. «Proprio come ha fatto il “colonnello” Putin tornato alla presidenza della Russia poco o punto democratica dopo una escursione da primo ministro», fa, ironicamente notare Pasquino, per poi aggiungere: «i dati storici, però, dicono inconfutabilmente che sono i generali a diventare capi di Stato nelle Repubbliche presidenziali e semipresidenziali, come Dwight Eisenhower (1952-1960) e Charles de Gaulle (1958-1969). Poco sembra importare al giurista che entrambi abbiano vinto e rivinto elezioni democratiche e competitive e che nessuno all’Occidente considera né competitive né democratiche le elezioni russe». Non dimentichiamo, precisa Pasquino, che in democrazia il presidenzialismo è, in fondo, una sorta di peccato originale. George Washington, primo presidente Usa, era un generale. La stessa Repubblica di Weimar, poi, come concorda la maggiore parte degli storici e giuristi, cadde perché per le «”conseguenze economiche”» come spiegò John Maynard Keynes - «del trattato di pace imposto ai tedeschi e alla legge elettorale proporzionale». Argomenti che, secondo Pasquino, in fondo non importano a quelli che lui definisce «imbalsamatori della Costituzione italiana»; i quali, e in particolare quelli di “Libertà e Giustizia”, dimenticano che prevede essa stessa il meccanismo per essere modificata.



© Riproduzione Riservata.