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Politica

SPARATORIA PALAZZO CHIGI/ Messora: Preiti fu mandato dalla 'ndrangheta per danneggiare l'M5S

Luigi Preiti avrebbe sparato chiaramente per ordine della 'ndrangheta, per danneggiare il Movimento 5 Stelle o addirittura per cercare di aprire una trattativa. Lo dice Claudio Messora.

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Luigi Preiti avrebbe sparato per ordine della 'ndrangheta, per danneggiare il Movimento 5 Stelle o addirittura per cercare di aprire una trattativa. Lo dice Claudio Messora, responsabile della comunicazione M5S, attraverso il proprio sito internet, "Byoblu", dove è stata recentemente pubblicata l’intervista (fatta da Valerio Valentini) a Luigi Bonaventura, “ex ‘ndranghetista di spicco, reggente del clan Vrenna-Bonaventura di Crotone, che dal 2006 ha deciso di collaborare con la giustizia”. Di uomini come Preiti, che il 28 aprile scorso ferì due carabinieri davanti a Palazzo Chigi, “la ‘ndrangheta se ne serve moltissimo”, afferma Bonaventura. “Sono criminali non necessariamente affiliati o organici all’organizzazione. Persone che possono essere reclutate all’occorrenza per commettere attentati, e che di solito sono pronti a morire nel corso di queste missioni. Persone spesso disperate, ma molto preparate. Dei kamikaze, insomma. Ecco, a me Preiti sembra rispondere perfettamente a questo identikit”. Inoltre, aggiunge il collaboratore di giustizia, “so per certo che la famiglia Preiti è vicino ad ambienti legati alla ‘ndrangheta”. Bonaventura parla poi della pistola utilizzata quel giorno: “È l’arma preferita dalla ‘ndrangheta, che infatti quando vuole lasciare una firma, spara sempre con quel modello lì, anche perché di fatto non si inceppa mai. Ha un solo difetto: non è molto precisa. E questo la dice lunga sulle capacità di questo Preiti, che va bersaglio quattro volte sparando sette colpi. Un’efficienza incredibile”. Infine, spiega il pentito, "Preiti è andato diritto contro il bersaglio che aveva designato: lui voleva ammazzare i carabinieri, quella mattina. Ma è evidente che non era un segnale di odio contro le forze dell’ordine; è alla politica che era diretto, quel segnale". Un segnale politico, quindi: "Certamente dei risultati li ha ottenuti subito, visto che molti giornali hanno immediatamente collegato quell’atto col clima di odio fomentato ad arte da un certo movimentismo politico. Ma preferisco comunque non entrare direttamente in questi risvolti".

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