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ESPULSIONE GAMBARO/ Il Movimento 5 Stelle rischia la scissione, i senatori affrontano Grillo

Lunedì, il giorno della verità, l'assemblea congiunta del Movimento si riunirà per decidere delle sorti di Adele Gambaro, la senatrice colpevole di aver criticato il leader Beppe Grillo.

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MOVIMENTO 5 STELLE VICINO ALLA SCISSIONE - Tutto sarà più chiaro lunedì, il giorno della verità. Le sorti di Adele Gambaro, la senatrice che ha “osato” criticare il leader Beppe Grillo, saranno affidate all’assemblea congiunta tra i parlamentari del Movimento 5 Stelle di entrambe le Camere prevista per il 17 giugno. In attesa dell’esito del voto, però, sono evidenti anche adesso le profonde spaccature interne che stanno surriscaldando gli animi. In molti, nonostante le dure parole di Grillo, scelgono di schierarsi a favore della collega sotto accusa, a cominciare da alcuni inquilini di Palazzo Madama. Il grillino Fabrizio Bocchino, ad esempio, ha chiarito che non voterà “per l’espulsione di nessuno. Per principio. La linea politica del movimento non la decidono i post di Grillo". Poi attacca ancora, ipotizzando la sua stessa espulsione: “Guardi, se vogliono proporre la mia espulsione, lo facciano pure. Se vogliono espellermi, sono liberi di votarlo e di farlo. Io sono qui, sono nel movimento. Sono solo un portavoce dei cittadini e a loro rispondo. Rendiconto tutto, lavoro e lo faccio essendo in pace con la mia coscienza”. Gli fa eco la senatrice Alessandra Bencini che, in un’intervista al Corriere della Sera, ha annunciato che darà battaglia a favore della collega: “Noi siamo inclusivi. Siamo 53 e vogliamo restare 53”, ha detto. “Confido nell’intelligenza collettiva”, e se questa venisse a mancare “faremo due calcoli. Se ci sono i due terzi, la decisione ha valore, altrimenti no. Vorrà dire che usciremo prima del voto”. Al momento solo Marco Travaglio sembra appoggiare la linea Beppe Grillo. Nell’editoriale di oggi, infatti, il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano si è schierato contro i dissidenti: “Mai come ora […] c’è bisogno di un’opposizione che si faccia vedere e sentire. Chi non vi è portato, come la furbona che ha scoperto improvvisamente che il guaio dei 5 Stelle è Grillo o quell’altro genio che s’è iscritto al M5S per andare dalla D’Urso o i ‘dissidenti’ sul nobile ideale della diaria, va semplicemente ignorato, o liquidato con una battuta, o affidato a un collegio di probiviri che faccia rispettare le regole”. “Invece di perder tempo dietro le Gambaro – conclude Travaglio - i capigruppo convochino conferenze stampa e iniziative di piazza per spiegare le porcate che scoprono in quell’ente inutile che ormai è il Parlamento, e come intendono contrastarle. Altrimenti sono più inutili del Parlamento”.

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