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SCENARIO/ Lo strano "tesoretto" che preoccupa Letta, Berlusconi e Napolitano

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Ma i veri nodi politici sono rinviati: le risposte dovranno venire nello scenario europeo (dove finalmente qualcosa sembra muoversi nella giusta direzione, anche – va detto – su iniziativa proprio del nostro governo) e nello scenario interno, dal lungo tira e molla su Iva, Imu e tagli che non si riesce a effettuare. Altri modi per reperire risorse, oltre alle solite sigarette (ora per di più passate pure di moda) e benzina non ce ne sono. E sull’Imu la sensazione è che giocoforza oltre una rimodulazione non si potrà andare, il Pdl − se non vuole nemmeno l’aumento dell’Iva − dovrà farsene una ragione. Ma se così è perché nessuno, vien da chiedersi, affaccia una proposta di buon senso, esentando in base ai carichi familiari solo le famiglie con figli? O non è pur sempre ai tempi d’oggi un privilegio per un single possedere una casa di proprietà senza familiari da mantenere? Purtroppo, invece, il reddito percepito di cui molto si parla lo sanno tutti che non costituisce in Italia un parametro oggettivo cui far ricorso per una vera equità, visti i troppi furbi in circolazione, poveri solo per i dati dell’anagrafe tributaria.

Ora, il cammino del governo Letta ha avuto un grande sostegno indiretto dall’esito della scorsa tornata amministrativa. Nel Pd il risultato eccellente della battaglia sui sindaci toglie argomenti ai tanti che per diverse ragioni o personali ambizioni consideravano sbagliato, e penalizzante, aver accettato una collaborazione con il partito di Berlusconi. Al contrario, gli elettori se non hanno gradito quanto meno hanno mostrato di non esserne particolarmente scandalizzati. I partiti che, al contrario, hanno investito sulla lotta dura a questo governo sono allo sbando, vedi la Lega e vedi soprattutto 5 Stelle. Quanto al Pdl questo voto evidenzia una situazione del partito certamente non rassicurante a livello locale, e soprattutto il Cavaliere è preoccupato della crisi del Carroccio, tutte cose che allontanano la tentazione che pure aleggiava ogni tanto del voto anticipato, una volta staccata la spina al governo Letta. Che così ne trae vantaggio. Tanto più che ora si affaccia l’ipotesi della scissione grillina ad alimentare prospettive alternative di una nuova alleanza a sinistra, vero incubo dei pidiellini che credono alle larghe intese. Non a caso ecco il nuovo intervento di Berlusconi che, a tacitare i falchi (Ghedini, Verdini) e gli oscillanti (Santanché e Brunetta) tiene la barra dritta sull’alleanza delle larghe intese. 

Ma c’è un ma. Mercoledì è attesa una sentenza della Consulta da far tremare le vene ai polsi. Chiamata a giudicare sul legittimo impedimento chiesto e non accordato per il processo Mediaset, la Corte costituzionale avrà l’ingrato compito di scegliere fra la conferma della condanna per Berlusconi (con pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici) e la riapertura del processo che verosimilmente vorrebbe dire prescrizione.