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SCENARIO/ Lo strano "tesoretto" che preoccupa Letta, Berlusconi e Napolitano

Pubblicazione:lunedì 17 giugno 2013

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Sarà il presidente del Consiglio Enrico Letta ad inaugurare l’edizione numero 34 del Meeting di Rimini. Tornando lì dove tutto è iniziato. Dove la formula delle larghe intese, spesso derubricata banalmente come inciucio, è stata invece nobilitata, teorizzata e auspicata dal celebre discorso di Giorgio Napolitano di due anni fa. Non a caso diventato l’appendice del suo libro sul settennato. E, non a caso, accanto al presidente della Repubblica intervennero in quell’occasione proprio l’attuale premier e l’attuale ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, “motori” dell’Intergruppo parlamentare della sussidiarietà, incubatore di questa impostazione cui il Quirinale ha fatto ricorso come si fa con un motore di riserva, quando il motore tradizionale del Parlamento si è inceppato.

Ci vorrebbe una maggiore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica del fatto che l’attuale maggioranza, nella sua anomalia, è tuttavia il risultato quasi naturale di una truffa collettiva perpetrata ai danni dell’elettorato, dalla quale nessun partito ha avuto la capacità di sottrarsi, da Scelta civica a 5 Stelle, passando per i due maggiori partiti tradizionali. Ossia la richiesta all’elettorato, da parte di tutti, proprio tutti, di un voto per poter poi fare da soli, indicando il resto del mondo come nemico, laddove l’evidenza dei fatti di una Repubblica parlamentare imporrebbe un linguaggio di verità, del tipo: questa è la nostra impostazione, poi in base ai voti ottenuti in Parlamento dovremo verificare le possibili alleanze. Finché c’è questa Costituzione, giusta o antiquata che sia non sta a noi dire, è questa l’unica verità da raccontare, ed è comunque in ogni caso la verità venuta fuori dalle urne: nessuno può fare da solo e deve dialogare quindi con i “nemici”. È toccato quindi a una persona mite, responsabile e attrezzata, come l’attuale premier, riprendere in mano il bandolo della matassa, riannodando le ragioni della responsabilità presenti in quota diversa in tutti i partiti tradizionali.

Le ristrettezze di cassa al momento non hanno consentito che un provvedimento come quello varato venerdì scorso, che libera energie e risorse praticamente a costo zero, “ravanando” all’interno dei singoli dicasteri alla ricerca di mille sacche di inefficienza, e speriamo che gli effetti in direzione dello sblocco di grandi opere, creazione nuovi posti, premialità per studenti meritevoli e ricercatori, e quant’altro, diano i loro risultati. Sperando nel contempo che il freno agli eccessi di Equitalia non porti a un’inversione di tendenza, laddove è pur sempre i furbi che bisogna perseguire e non chi li scova, visto che l’attuale inaccettabile livello della tassazione per le persone corrette è anche il prodotto della furbizia altrui.


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