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GAMBARO ESPULSA?/ Brandirali: Beppe Grillo, non fare il mio stesso errore

Pubblicazione:martedì 18 giugno 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Allora permettetemi di dirvi che io ho messo assieme un centinaio di persone sotto la definizione Democrazia e Comunità, e da un anno ci stiamo dedicando a gesti utili per ricostruire la politica. L’ipotesi fondamentale che motiva il rapporto fra democrazia e comunità è che i fatti comunitari devono assumere la capacità di diventare soggetti proponenti e deleganti nella politica, di modo che la democrazia venga fecondata dalla relazione stretta fra vita sociale e vita politica. Ovvero la comunità non è una, ma è simbolicamente espressione di tutti i modi di fare assieme che ci sono nel nostro popolo. Se noi facciamo una comunità è per dare contenuto a dei portatori di proposte nella democrazia. Fra democrazia e comunità c’è una feconda relazione, ma non una identificazione. La democrazia è il luogo della convivenza di tutti.

Per quanto mi riguarda, da quando da operaio sono diventato fondatore del movimento “Servire il Popolo”, il mio lungo cammino è stato alla ricerca della reale consistenza di popolo nella democrazia. All’inizio non avevo fiducia nella democrazia, per tutto il tempo del ’68 avevo fatto la scelta extraparlamentare, servire il popolo era andare a fare sostegno e aiuto nei luoghi di maggiore povertà e solitudine. Ma poi era inevitabile diventare avanguardia e diventare nemici della democrazia. Questo perché non riuscivo a trovare l’identità di popolo.

Nel cammino la conversione a Cristo, e la successiva riscoperta del fattore generativo della dimensione di popolo, il fatto cristiano espresso da comunità operose e caritatevoli. Poi ho capito da cosa era mosso tutto il fare insieme del popolo, sospinto dall’amore per le cose buone e giuste. Dalla famiglia all’impresa, fino alle comunità come espressioni di luoghi o di movimenti.

Dunque anche la comunità del M5S è un segno di identità di popolo, un fatto positivo e di esempio, ma solo se si considera una infinitesima parte della democrazia, altrimenti diventa un'altra cosa.



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