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M5S A PEZZI/ Mannino: la fine di Beppe Grillo già scritta nel '46

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Beppe Grillo (InfoPhoto)  Beppe Grillo (InfoPhoto)

Oggi il Pd e il Pdl, sul piano della funzione storico politica, sono partiti “esauriti” e non soltanto “stressati”. Non hanno una prospettiva, perché l’uno e l’altro si fondano soltanto su una leadership. Resistente e consolidata quella di Berlusconi, incerta e altalenante nel Pd. L’incertezza della leadership sottintende che il Pd non ha riferimenti né di pensiero né di dottrina politica. E’ quindi un partito che sembra una sorta di concentrazione transeunte.

 

Da quale momento il partito di centrosinistra è entrato in crisi?

Dal 1992 i post-comunisti non hanno saputo quale rotta seguire, perché hanno escluso l’unico lido al quale dovevano approdare, e cioè il socialismo. Da quel momento in poi hanno iniziato a seguire farfalle sotto l’arco di Tito, e non sono mai riusciti a coagulare attorno a un’ipotesi e a un progetto politico. Tra il 1992 e il 1994 Occhetto, D’Alema e Veltroni avrebbero dovuto dire: “A Livorno ci siamo separati, oggi c’è una ragione nuova per ripartire insieme in un contesto diverso”. Non volendo essere socialisti, si sono trovati a essere un bel niente, cosa che sono ancora oggi.

 

In molti nel Pd guardano ancora a D’Alema …

La leadership parcellare di D’Alema, che sembrerebbe essere l’unico strutturato nel Pd, è zoppa e manca del suo riferimento storico. In questa situazione i partiti politici devono trovare le loro radici nella complessità della storia italiana, che è parte della storia europea. Non a caso in Francia, in Germania, in Belgio, nei Paesi Bassi e in Spagna esistono un Partito Socialista e un Partito Popolare. Non si riesce a capire perché in Italia ci debba essere il Pd con il leader di turno e dall’altra parte soltanto un imprenditore che ha organizzato un movimento di resistenza che trova il suo alimento nell’assurda contestazione che subisce per via dei grandi processi. La sequela di processi a carico di Berlusconi diventano inevitabilmente una sequela costitutiva della sua forza politica.

 

(Pietro Vernizzi)



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