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Politica

SOLDI AI PARTITI/ Arrigo: una strana partita di giro che "premia" (troppo) la politica

Enrico Letta e Gaetano Quagliariello (Infophoto)Enrico Letta e Gaetano Quagliariello (Infophoto)

Mi chiedo anche perché si possano finanziare i partiti privatamente e non alcune associazioni di carattere culturale, ad esempio. Qui ci vorrebbero delle distinzioni precise, soprattutto in relazione alle detrazioni fiscali che sono elencate in questo provvedimento. 

Le agevolazioni fiscali sono indubbiamente di notevole portata. Le erogazioni liberali in denaro, effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici, avranno dall'imposta lorda una detrazione pari al 52% per importi compresi tra 50mila e 5mila euro annui, pari al 26% per importi tra i 5001 e i 20mila euro. 
Mi sembra che si creino delle sperequazioni incredibili. Se io come privato cittadino finanzio e sostengo un asilo nido, un ente non-profit, raggiungo una detrazione del 19%, se invece finanzio un partito arrivo al 52%. Le sembra un rapporto congruo tra le due detrazioni? Alla fine, almeno da quanto si vede da queste prime notizie e dal comunicato del Consiglio dei ministri, si può dire che il fisco finanzia i cittadini affinché i cittadini finanzino successivamente i partiti. La mia impressione è che tutto questo giro non risolva il problema di fondo e alla fine, tra incognite, imprevedibilità e una forma pasticciata, alla fine cambierà ben poco o nulla. 

(Gianluigi Da Rold)

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