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BERLUSCONI/ Il giurista: ecco cosa succede dopo la sentenza della Consulta

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Direi di sì. Detto questo, se vogliamo entrare in considerazioni di natura politica, mi limito ad osservare che è indubbio che Berlusconi sia l’uomo più processato degli ultimi 20 anni. Va riconosciuto che un trattamento del genere non è mai stato riservato, in Italia, a nessun altro capitano d’industria; a meno che non si voglia assumere che Mediaset e la Fininvest siano il comitato d’affari più loschi di questo mondo.

 

Se la sentenza fosse stata favorevole a Berlusconi, cosa sarebbe cambiato?

Se il conflitto fosse stato dichiarato fondato, la stessa Consulta avrebbe invalidato gli effetti delle sentenze di primo e secondo grado.

 

Ora, invece, cosa succede?

La Cassazione potrebbe confermare la condanna in Appello, senza giustificare la pena accessoria dell’interdizione. In caso di conferma piena, invece, Berlusconi decadrebbe ipso facto dalla posizione di senatore e non potrebbe più ricoprire pubblici uffici. Ciò non significa che non potrebbe ricoprire un ruolo politico nel Paese, continuando a parlare in pubblico, o condizionando la vita delle forze politiche. Anche per questo, non farà cadere il governo. I gesti eccessivi gli nuocerebbero. La sua partita si sta giocando su due fronti: vuole continuare a intestarsi il merito della sopravvivenza dell'esecutivo, e presentarsi come una vittima della magistratura. 

 

(Paolo Nessi)

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