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SCENARIO/ Il "fattore N" può cambiare la partita fra Berlusconi, i pm e Letta

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Il problema, per Napolitano, è che quando Berlusconi salirà al Quirinale non si limiterà a parlare della Consulta, ma parlerà anche dei tanti procedimenti giudiziari che stanno arrivando a sentenza (quella di primo grado sul caso Ruby il 24 giugno e la Cassazione sul lodo Mondadori a partire dal 27).

Ma accanto all’aspetto strettamente giudiziario c’è anche quello più squisitamente politico. Ai ministri Berlusconi ha dato la consegna di incalzare il governo e di far chiaramente capire a Enrico Letta che la sua pazienza ha un limite. E allora servono misure forti in campo economico, una terapia d’urto che prevede non si arretri di un millimetro sulla richiesta di abolire l’Imu sulla prima casa ed evitare l’aumento dell’Iva. Dei semplici rinvii proprio non bastano. E le giustificazioni dei vari Saccomanni e Zanonato sui soldi che non si trovano proprio non bastano. 

La consegna ai ministri e ai gruppi parlamentari è quella di marcare sempre di più la propria presenza nella maggioranza con provvedimenti riconoscibili. Se così non fosse la provocazione fatta invitando l’esecutivo a sforare il patto di stabilità europeo è destinata a non rimanere un fatto isolato, ma potrebbe diventare solamente il primo episodio di uno stillicidio di attacchi al governo perché faccia di più in direzione delle proposte Pdl. Uno stillicidio di pungoli e di punture di spillo che potrebbe rendere sempre più difficile la vita allo strano governo guidato da Enrico Letta.

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