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BEPPE GRILLO/ Il '68 dopo l'89. La democrazia digital-totalitaria di Casaleggio

L’ampia intervista di Gianroberto Casaleggio uscita ieri sul supplemento domenicale del Corriere è un piccolo capolavoro di nuovo totalitarismo. Il commento di MASSIMO BORGHESI

Gianroberto Casaleggio (InfoPhoto) Gianroberto Casaleggio (InfoPhoto)

L’ampia intervista di Gianroberto Casaleggio uscita ieri sul supplemento domenicale (La Lettura) del Corriere della Sera, “La democrazia va rifondata” costituisce indubbiamente una rarità. Casaleggio, la vera mente che tiene le fila del Movimento 5 Stelle, di cui Beppe Grillo è l’unico volto veramente “noto”, è, infatti, restio ad apparizioni pubbliche o ad interviste. Le poche sono state rilasciate, finora, a giornali esteri, tra cui il Guardian. Il personaggio rimane oscuro, enigmatico, avvolto in un’area di riservatezza e di sacralità che contrastano, vivamente, con il messaggio del M5S: quello di un’assoluta trasparenza favorita e resa possibile dalla Rete. 

In realtà il mix tra enigma e trasparenza è il cuore del nuovo movimento, il suo punto critico. L’ondata del M5S è stata paragonata al Movimento dell’Uomo Qualunque sorto, nel dopoguerra, ad opera di Guglielmo Giannini. Le analogie, però, non danno ragione di un fenomeno nuovo che appartiene pienamente al nostro tempo. Il Movimento 5 Stelle è l’ultimo epigono del ’68, la sua metamorfosi positivista, post-marxista. Esso segna quell’attualità di Comte, dopo Marx, che caratterizza l’era della globalizzazione post-’89. Il sogno di Francis Fukuyama, consegnato ne La fine della Storia e l’ultimo uomo si restringe, dopo l’11 settembre 2001, al perimetro occidentale teorizzato da Samuel Huntington nel suo Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale.

Scomparse le ideologie il “libero” Occidente può trovare la sua unità nella rivoluzione telematica, nel progetto “Gaia” che, come annuncia Casaleggio in un video del 2009, dovrà partorire un nuovo ordine mondiale. Il sogno americano del presidente Bush trova, nel nostro, un alfiere sui generis. Al pari di Auguste Comte, il padre del positivismo dell’800, anch’egli vagheggia un’unione planetaria all’insegna della scienza, in questo caso dell’elettronica e delle infinite possibilità offerte dal Web. L’idea è quella di una democrazia diretta che, in tempi rapidi,  mandi in soffitta la democrazia rappresentativa e i media tradizionali, televisione in primis. Quest’idea ha dimostrato la sua forza, in Italia, nelle ultime elezioni politiche le quali, di fronte al collasso e al vuoto dei partiti della seconda Repubblica, hanno premiato il Movimento 5 Stelle con un successo senza precedenti. In realtà non è stato il programma del M5S ad essere persuasivo quanto la sua critica ad un sistema bipolare che ha ridotto i partiti e la democrazia rappresentativa a puri simulacri, espressioni di una “casta” distante in modo abissale dalla realtà popolare. 

A questo vuoto, ideale e politico, si è aggiunta la grave crisi economica che ha funzionato da detonatore, da miccia accesa sotto il Palazzo. I 5 Stelle, forti della loro novità, hanno dato fuoco a  questa miccia, una forza d’urto che ha obbligato i vecchi poteri ad allearsi, a chiudere, per un attimo, il contenzioso di una lotta senza fine.