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Politica

BERLUSCONI CONDANNATO/ Il giurista: è una sentenza dettata dalla paura

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È difficile credere nell’auto-rigenerazione della rappresentanza politica, ma questa rimane la nostra sola speranza. Parimenti, è difficile credere all’auto-limitazione della giurisdizione, ma questo è un obiettivo cruciale che deve essere perseguito nel bene comune. Peraltro, tenuto conto del deterioramento ormai raggiunto, servirebbe tempo per vedere gli effetti concreti di un tentativo riformatore che si limitasse ai “rami alti” dell’ordinamento. Ciò che occorre è anche un immediato mutamento dei comportamenti dei protagonisti del conflitto in corso. E per ottenere un qualche risultato, si deve auspicare che si ponga rapidamente mano a quelle regole di rango legislativo che consentono alle diverse parti in causa di agire in modo scorretto. Non si può più attendere.  

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COMMENTI
26/06/2013 - Al giurista: ma è una sentenza tecnicamente corret (Franco Labella)

I titoli si sa servono ad attirare l'attenzione del lettore e spesso promettono quello che poi l'articolo non mantiene. Le argomentazioni del prof. Salerno, che non è un penalista, suggeriscono una chiave di lettura del meccanismo decisionale. Questa chiave di lettura può essere condivisibile o no, è il lettore a valutarlo. Ma al giurista è lecito chiedere se oltre che spiegare la genesi si può, in attesa delle motivazioni della sentenza, dare un parere anche generico sulla correttezza della decisione. Perché altrimenti prevale la dietrologia anche se sotto le vesti della spiegazione "tecnica". Questa almeno è la mia opinione.