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Politica

BERLUSCONI CONDANNATO/ Rondolino: Silvio ha una via d'uscita, ecco quale

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Il fatto, è che politicamente non morirà per mano della magistratura. In linea di massima, sono possibili due opzioni. La prima è quella del salvacondotto: un perdono, la pacificazione, l’amnistia, che dir si voglia. Ovvero,un provvedimento che chiuda, in un modo o nell’altro, tutti i suoi casi giudiziari. Si tratterebbe di una misura estremamente complicata dal punto di vista politico, giuridico e istituzionale ma che, soprattutto, richiederebbe un passo indietro – volontario – da parte sua. Nessuno si farebbe male, e un ciclo si sarebbe definitivamente chiuso. La seconda, è quella della prosecuzione della battaglia: l’interdizione dai pubblici uffici non gli impedirà di certo di continuare ad essere il capo del suo partito, tenere comizi o andare in tv.

 

L’interdizione no, ma 11 anni di galera (4 per il caso Mediaset, 5 per il caso Ruby) sì.

A parte che è troppo vecchio per andare in galera. Ma, anche laddove gli fosse comminata una qualche forma di pena detentiva, continuerà a lottare. Farà come Gramsci o Mandela, e continuerà a fare il capo del centrodestra. Finché le forze glielo consentiranno insisterà nella sua battaglia: scrivendo, parlando, facendo lo sciopero della fame, inventandosi qualunque cosa.

 

Lei escluderebbe l’esilio volontario?

Sì. Per il carattere del personaggio, e perché, a quel punto, sarebbe in pericolo il futuro delle sue aziende, dei suoi figli e dei suoi dipendenti.

 

Come si comporterà la sinistra considerando oltretutto che il 9 luglio si voterà l’ineleggibilità di Berlusconi?

Osservando le reazioni di questi giorni, l’impressione è che stia prevalendo la ragionevolezza. Non vedo accanimento. La farsa dell’ineleggibilità consentirà, al limite, ai grillini e qualche piddino di andare sui giornali.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
26/06/2013 - commento (francesco taddei)

terza opzione: qualche liberale vero nel pdl che chieda un congresso ed un ricambio no?