BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

J'ACCUSE/ Bertinotti: i tecnocrati hanno vinto e la sinistra non esiste più

Infophoto Infophoto

Il fenomeno, ovviamente, non è nato ieri. Negli anni 80, dopo il grande ciclo di ascesa del conflitto sociale del 68, c’è stata la vittoria delle destre, con Reagan e la Thatcher anzitutto, e la conseguente rivincita sociale contro i lavoratori e le classi operaie. Nel primo ciclo, sono state le classi subalterne ad agire il conflitto contro le classi proprietarie, dagli anni ’80 in poi accade il contrario. Un processo che ha spezzato la schiena alle sinistra. La dinamica si è acutizzata con la mancata risposta all’89, con l’incomprensione del movimento alter-mondista, e con la mancata risposta alla crisi del 2008. Da tutto ciò, la sinistra ne è risultata smembrata, priva di identità propria, ridotta esclusivamente al concetto di governabilità.

 

Al di fuori dei partiti, nei sindacati per esempio, esiste ancora?

Anche il sindacato è in crisi profonda. Che cosa misura il suo potere di influenza se non l’occupazione e i salari? Ebbene, in Italia nel 1965 avevamo gli stipendi più alti d’Europa, oggi i più bassi; la disoccupazione giovanile, invece, è arriva al 40%, quella generale al 12%. Ecco, questo è il sindacato.

 

Dove esiste, allora, la sinistra?

Ci sono una cultura diffusa e un sentire di sinistra nel popolo, se per sinistra intendiamo la propensione all’eguaglianza, la critica all’autoritarismo, la vocazione alla democrazia partecipata. Si ottiene un grande successo, per esempio, quando si raccolgono firme per l’acqua come bene pubblico, quando si insorge contro un’opera insensata come la Tav, o quando la Fiom si batte contro un modello di impresa autoritario come quello di Marchionne; questa presenza, tuttavia, è solamente la precondizione necessaria e non sufficiente dell’esistenza della sinistra. 

 

Queste tendenze riguardano anche la destra?

La destra si polarizza su due fronti: quello che conta, che realizza il Fiscal compact, impone le politiche economiche a tutti i governi europei, ed è capace di costruire un pensiero unico. Questa destra è la guida di una rivoluzione passiva, ove la politica si vaporizza nel governo e nelle istituzioni, e ne alimenta una seconda, che è la destra populista. Una destra inquietante, che, in assenza della sinistra, può diventare, secondo forme anche pericolose, base di raccolta nell’avversione alle politiche tecnocratiche. Va riconosciuto al Movimento 5 Stelle la capacità di aver intercettato queste pulsioni, rispondendo alla crisi di rappresentatività della democrazia, della sinistra e delle istituzioni. Si è trattato di una risposta discutibile quanto si vuole ma efficace.

 

Non crede l’M5S in parte alimenti tale crisi?



COMMENTI
28/06/2013 - J'ACCUSE/ Bertinotti: i tecnocrati ........ (alberto servi)

Bertinotti dice: “Nel 1965 avevamo gli stipendi più alti d’Europa, oggi i più bassi. La disoccupazione al 40%.Ecco questo è il sindacato”. Il recinto politico-istituzionale nel quale Bertinotti ha vissuto da protagonista e i successi del sindacato sono la cartina di tornasole della situazione fallimentare di oggi. Mi piacerebbe ricordare gli eccessi del ’70 quando Berlinguer insieme a Lama, Carniti , Storti, Benvenuto e Bertinotti incitavano gli scioperanti all’invasione di Mirafiori. Le convergenze parallele, gli esami di gruppo, il 18 politico. Così come la marcia dei Quarantamila che ha fatto aprire gli occhi a tanti. Bertinotti, al pari di tanti protagonisti dell’epoca si gode le sue pensioni, pagate da tutti noi, senza aver pagato i contributi previdenziali che le giustificherebbero. Malgrado la Fornero ancora abbiamo il magistrato che con l'art. 18 può annullare un licenziamento e ordinare il reintegro. Non c’è nelle democrazie occidentali analoga misura. Questa è la causa prima per tenere lontane forme d’investimento di capitali stranieri che sarebbero garantiti per la professionalità e il know-how esistente nel nostro Paese. Ne avremmo tanto bisogno. Limitiamoci a ringraziare Bertinotti e continuiamo a pagargli le pensioni. Alla larga