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FORZA ITALIA/ 1. Caldarola: sarà un partito di falchi e di opposizione

Pubblicazione:sabato 29 giugno 2013

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Sarà in autunno che emergeranno realmente le opzioni in campo e le divisioni interne al Pdl. Detto questo, al progetto neodemocristiano ci hanno lavorato in tanti, fallendo, da Cossiga a Casini e, in un certo qual modo, lo stesso Mario Monti. Nessuno è riuscito a farlo decollare perché l’elettorato, sin qui, si è raggruppato attorno ai due poli principali. Certo, nella fase recente si è determinata l’esistenza di un grande bacino di voti fluttuanti, in buona parte intercettati da Grillo; il quale, tuttavia, è in estrema difficoltà e continua a perdere pezzi. Insomma, alle luce di queste considerazioni, è verosimile che, benché il soggetto neodemocristiano sia una suggestione cui realisticamente nessuno è mai riuscito a dar vita, si tenterà in ogni caso di dar vita un nuovo soggetto di centro.

 

Se la legge elettorale sarà cambiata, il nuovo centro potrebbe avere successo?

Va detto, anzitutto, che questa volta la legge elettorale non potrà non essere cambiata. Se nel corso di questo governo non lo fosse, Napolitano non esiterebbe a da vita ad un esecutivo di scopo, volto esclusivamente a vararla. Comunque vada, la nuova legge difficilmente sarà di stampo nettamente maggioritario, ipotesi con ormai ben pochi seguaci. Si tratterà di un sistema che, invece, potrebbe dare spazio a 4-5 soggetti. In questo contesto, lo spazio per una forza centrale ci sarebbe, eccome. Mario Monti non è riuscito a intercettarli, ma una forza di centro può ambire al 15 per cento.

 

Tutta questa situazione incide sull’operato del governo di Letta?

Indubbiamente, in clima più sereno, avrebbe avuto, anche al Consiglio europeo, più forza. Basti pensare che non appena ha messo piede a Bruxelles si è trovato un attacco durissimo del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, al ministro dell’Economia Saccomanni, e proprio sull’opacità dei conti. Non è stato, per Letta, un buon biglietto da visita con i partner europei.

 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
29/06/2013 - rinascita di forza italia (silvia ducci)

Berlusconi non teme di dover essere il leadear di Forza Italia,come ha detto lui, ma lo desidera fortemente per salvaguardare i suoi interessi e di quelli che hanno le sue convinzioni. Il cavaliere non rappresenta la maggioranza del popolo italiano e soprattutto di molti cattolici,che precedentemente lo hanno votato ed ora ne sono fortemente delusi.