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SICILIA/ Tutti i deputati (meno Beppe Grillo) dicono sì alla legge che "premia" i cittadini

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Il disegno di legge individua bene il terreno entro cui muoversi. Le norme previste hanno infatti lo scopo “di favorire le creazione di nuovi servizi per i cittadini o il miglioramento di quelli esistenti, il superamento delle diseguaglianze economico-sociali e la promozione della cittadinanza attiva umanitaria, intesa come effettiva partecipazione dei cittadini alle comunità di appartenenza”.

Il testo, pur nella sua genericità, specifica quale deve essere il compito e la responsabilità della Regione: favorire le iniziative dei privati con azioni positive consistenti non solo nella collaborazione tra pubblico e privato, ma anche nell’attribuzione di risorse finanziarie nei limiti previsti dal bilancio regionale.

Vediamo, allora, quali sono le attività previste. L’art. 4 dice: “Sono considerate attività d’interesse generale, quelle inerenti ai servizi sociali pubblici, ai servizi culturali, ai servizi per la tutela e la valorizzazione del lavoro fisico ed intellettuale, allo sviluppo dell’iniziativa economica-privata alla persona, che siano di utilità alla generalità dei cittadini e alle categorie svantaggiate”.

La domanda più ricorrente fatta ai deputati che hanno promosso l’iniziativa riguarda i finanziamenti previsti. Ma tutti hanno tenuto a sottolineare che non si vogliono ripercorrere sentieri vecchi, per intenderci quelli dei finanziamenti a pioggia.

All’unisono hanno ripetuto che la futura legge deve saper sostenere e non sostituirsi, verificare i risultati e non giudicare i comportamenti, aiutare lo sviluppo delle reti esistenti e non inventare altri enti ed associazioni, che non hanno obiettivi come quello di auto sostenersi in vita e di garantire occupazione precaria agli amici degli amici.

La fiducia sul buon esito della proposta dovrebbe basarsi su due presupposti, I firmatari sono oltre il 30% dei deputati dell’Assemblea Regionale; quindi, è legittimo ritenere che già un significativo numero di interessati sosterrà con convinzione il cammino della legge. E poi c’è un dato recente appena pubblicato da un report dell’Ars. La pur breve attività di questo Parlamento, meno di un anno di vita, ha visto il conseguimento di un record: tutte e 17 le leggi approvate hanno concluso il loro iter parlamentare entro un mese dalla data dell’avvio della discussione nelle commissioni di merito.

Come dicevamo all’inizio tante cose son cambiate in un decennio. Questo testo se scritto prima avrebbe riconosciuto più merito all’unica benzina che può far muovere la macchina della sussidiarietà: l’associazionismo, la libera aggregazione tra i cittadini, la voglia che tanti siciliani ancora hanno di mettersi insieme per venir incontro innanzitutto ai propri bisogni, aiutando anche e in modo significativo pure lo Stato.

Nel testo le associazioni sono definite “soggetti interessati alla sussidiarietà”. Forse si poteva scrivere di più e meglio. 



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