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SCENARIO/ I piani di Renzi (e Berlusconi) per "salutare" Enrico Letta

Pubblicazione:domenica 30 giugno 2013

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Da Renzi, del resto, sono arrivare parole solo formalmente rassicuranti. Letta viene definito come amico, solido, affidabile, competente e sostenitore dell’idea europea. Ma l’aggiunta è carica di veleno: “tutto quello che fa è pragmatico e non rivoluzionario. E nella nostra situazione i piccoli passi non bastano”. Ci vuol poco a capire che la vittoria di Renzi sarebbe un colpo mortale per la difficile impresa che il premier sta portando avanti. E questo nonostante l’ombrello protettivo costantemente aperto sull’esecutivo dal Capo dello Stato. Il gelo fra i due è evidente nell’assenza di repliche ufficiali da parte di Palazzo Chigi. I fedelissimi di Letta si limitano a dire che che per il premier “parlano i fatti”, cioè i primi provvedimenti concreti, considerati tutt’altro che piccoli passi.

Non è escluso che cresca fra i democratici la corrente favorevole a un rallentamento dei tempi congressuali, con lo scivolamento dell’assise alla primavera del prossimo anno. Renzi farà di tutto per evitare questa eventualità, ma di fatto questa è l’unica scappatoia per evitare l’indebolimento del governo. Difficile che il sindaco di Firenze si convinca dell’ipotesi, assai più probabile l’avvio di un braccio di ferro, come si è visto nel comitato chiamato a definire le regole, dove un folto gruppo ha chiesto di separare i congressi locali dalle mozioni legate ai candidati alla segreteria. 

Il tempo lavora contro il sindaco di Firenze, e lui ne è perfettamente conscio. Forse solo un forte intervento dei padri nobili, da D’Alema a Veltroni, potrebbe convincerlo della necessità di pazientare per qualche mese ancora.



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