BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ I piani di Renzi (e Berlusconi) per "salutare" Enrico Letta

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Da Renzi, del resto, sono arrivare parole solo formalmente rassicuranti. Letta viene definito come amico, solido, affidabile, competente e sostenitore dell’idea europea. Ma l’aggiunta è carica di veleno: “tutto quello che fa è pragmatico e non rivoluzionario. E nella nostra situazione i piccoli passi non bastano”. Ci vuol poco a capire che la vittoria di Renzi sarebbe un colpo mortale per la difficile impresa che il premier sta portando avanti. E questo nonostante l’ombrello protettivo costantemente aperto sull’esecutivo dal Capo dello Stato. Il gelo fra i due è evidente nell’assenza di repliche ufficiali da parte di Palazzo Chigi. I fedelissimi di Letta si limitano a dire che che per il premier “parlano i fatti”, cioè i primi provvedimenti concreti, considerati tutt’altro che piccoli passi.

Non è escluso che cresca fra i democratici la corrente favorevole a un rallentamento dei tempi congressuali, con lo scivolamento dell’assise alla primavera del prossimo anno. Renzi farà di tutto per evitare questa eventualità, ma di fatto questa è l’unica scappatoia per evitare l’indebolimento del governo. Difficile che il sindaco di Firenze si convinca dell’ipotesi, assai più probabile l’avvio di un braccio di ferro, come si è visto nel comitato chiamato a definire le regole, dove un folto gruppo ha chiesto di separare i congressi locali dalle mozioni legate ai candidati alla segreteria. 

Il tempo lavora contro il sindaco di Firenze, e lui ne è perfettamente conscio. Forse solo un forte intervento dei padri nobili, da D’Alema a Veltroni, potrebbe convincerlo della necessità di pazientare per qualche mese ancora.

© Riproduzione Riservata.