BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPILLO/ Pd e Pdl, ecco il "pasticciaccio" che blocca tutto

Pubblicazione:domenica 30 giugno 2013

InfoPhoto InfoPhoto

Non volere affrontare questo spinoso passaggio, soprattutto da parte del Pd - tentato dalla spallata grillina come dalla pacificazione berlusconiana -, significa consegnare l'Italia ad un ulteriore periodo di instabilità o di soluzioni viziate all'origine. Se domattina, infatti, i fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle e il Pd costituissero un nuovo governo, la violenza della risposta con cui esso tenterebbe di eliminare dalla scena pubblica nove milioni di voti berlusconiani sarebbe altrettanto grave quanto l'acquiescenza temporeggiatrice di un altro governo, nella specie quello attuale, che sperasse soltanto di uscire indenne da una simile tempesta. Il continuo non voler affrontare la complessità del presente condanna la sinistra italiana a inseguire la propria identità sul sito di Grillo o sulle pagine di Repubblica, invece di definirla attraverso le scelte cruciali della politica concreta giocata nelle piazze e in parlamento. 

Ovviamente, però, se Atene piange Sparta non ride. Il Popolo delle Libertà non solo non esiste più, se non come coacervo di slogan incarnati nell'enigmatico ghigno del proprio leader, ma dimostra di non saper indicare una proposta credibile e percorribile a quanti ancora oggi si aspetterebbero l'avvento di una destra repubblicana attraverso prese di posizione strutturali e non propagandistiche. Non si può, infatti, dire no all'aumento dell'Iva e all'idea stessa di Imu senza indicare dove trovare i fondi sostitutivi di simili interventi. Tagliare, oggi come non mai, è una scelta politica. Individuare dove e come tagliare definisce l'identità di uno schieramento più che le singole posizioni sui temi etici perché, dalle misure economiche intraprese, emerge una chiara concezione dell'uomo e della società.

In tutto questo non si può che evidenziare l'assenza del terzo soggetto, quel Centro della solidarietà sociale e dei valori morali che - sotto Papa Francesco - assomiglia sempre più al tentativo di far risorgere una riserva indiana piuttosto che ad un laboratorio culturale di prim'ordine per tutto il paese. Cent'anni dopo il Patto Gentiloni e l'evoluzione dell'Opera dei Congressi in Democrazia cristiana, i Cattolici appaiono come una forza marginale di questa nazione,  intenti a cercare battaglie da intestarsi più che ad elaborare una piattaforma di decisioni sane per tutti. 

Non c'è dubbio che tutto questo produce un enorme senso di vuoto. L'Italia, incapace di affrontare la complessità del proprio presente, avanza priva di vitalità verso quello che, oggi come non mai, appare essere un incognito futuro. E, questa volta, non si tratta di un romanzo, non si tratta di via Merulana.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.