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Politica

SPILLO/ Pd e Pdl, ecco il "pasticciaccio" che blocca tutto

La politica appare incapace di passare dall'annuncio continuo di cambiamenti all'assunzione di quelle responsabilità necessarie per affrontare il presente. FEDERICO PICHETTO

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Nel 1957 Carlo Emilio Gadda pubblicava per la prima volta un romanzo che avrebbe segnato a fondo la letteratura italiana, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. La trama racconta di un commissario, il molisano don Ciccio, chiamato a far luce su un furto e su un omicidio avvenuti entrambi in un palazzo di Roma in via Merulana. Lo svolgersi delle indagini mette a nudo un mondo sempre più complesso e intricato, in cui pare difficile distinguere nitidamente i contorni e le responsabilità dei vari personaggi fino a dover constatare - con grande sorpresa del lettore - che non è possibile individuare il colpevole dell'efferato delitto e a lasciare, così, il caso insoluto.

Con questo finale insolito Gadda si propone di mostrare il vero limite dell'uomo novecentesco viziato dalla scienza: la ricerca disperata delle soluzioni. Per l'autore, infatti, ognuno di noi ha il compito di vivere senza sconti la complessità in cui è immerso, cercando di intercettarne i vari linguaggi e i diversi schemi ideali che la costituiscono, col desiderio, però, non di dipanarne la matassa, ma di prenderne sempre più coscienza in modo da poter assumere decisioni libere e responsabili per il futuro. 

La politica italiana di queste settimane si è sempre di più avvitata su se stessa, mescolando il desiderio emergenziale di reagire al momento drammatico del paese con un altro desiderio, stavolta strutturale, di chiudere i conti col passato definendo soluzioni nuove per i rapporti istituzionali e politici della nazione. Si è pensato che questo fosse possibile senza "abitare" la complessità del momento presente, immaginando che la sola volontà politica potesse far tornare gli elettori alle urne o dissolvere le nubi che da oltre vent'anni imperversano sul rapporto tra politica e magistratura. L'astensionismo dei due turni elettorali e le sentenze inerenti i procedimenti a carico di Silvio Berlusconi hanno messo in evidenza la limitatezza e il fiato corto di tali prospettive. 

Il salto di qualità di cui la politica ha bisogno consiste oggi nel passaggio dall'annuncio di continui cambiamenti all'assunzione matura delle responsabilità inerenti al momento presente. Finché non si ammetterà che Berlusconi è sì colpevole, ma fino ad un certo punto, oppure che è sì innocente, ma sempre fino ad un certo punto, non avremo mai la possibilità di prendere decisioni forti sul presente, sia che mirino all'interdizione perpetua del Cavaliere dagli uffici pubblici, sia che - volendo tutelare vent'anni di bipolarismo italiano - si opti per una sanatio della situazione attuale con, ad esempio, la designazione del leader del centrodestra a senatore a vita.