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CAMERAMAN CACCIATO/ Foa: a Beppe Grillo è sfuggito il copione di mano

Pubblicazione:mercoledì 5 giugno 2013

Beppe Grillo (InfoPhoto) Beppe Grillo (InfoPhoto)

Beppe Grillo se la prende con il cameraman che lo riprende durante un comizio e gli chiede di andarsene. “Sei lì che riprendi da 10 minuti. Stai riprendendo la mia persona, 3 minuti di diritto di cronaca bastano – le parole del leader del Movimento 5 Stelle -. Basta, la Rai non è la tua. È tua ma è anche mia. Fuori! Ho detto fuori! Spostati. Questi qui devono essere isolati”. Quindi attacca i giornalisti “pennivendoli” che tengono in vita i politici con “servizi schifosi”. Ilsussidiario.net ha intervistato Marcello Foa, amministratore delegato del Corriere del Ticino.

 

Secondo lei che cosa sta cercando di ottenere Grillo e quale progetto c’è dietro le sue ultime uscite?

Il problema è che Grillo non ha nessun progetto, ma manifesta chiaramente di essere stato sopraffatto dagli eventi. La sua strategia comunicativa, che in realtà probabilmente è stata elaborata da Casaleggio, è stata fenomenale nel costruire il consenso prima delle elezioni. L’intera strategia era basata sul fatto di fare emergere nell’elettorato i sentimenti e le idee che in una certa misura erano represse o quantomeno non espresse in modo compiuto dagli altri partiti. E’ quindi riuscito a far emergere e a entrare in sintonia con le pulsioni di una parte importante dell’elettorato, il 25% cioè un quarto del totale.

 

Poi qualcosa si è incrinato?

Ciò che Grillo non ha compreso perché non si è preparato, o perché i suoi consulenti a partire da Casaleggio non sono all’altezza, è che una volta entrati nei palazzi del potere bisogna cambiare linguaggio. E’ necessario mantenere alta la tensione sugli argomenti importanti, sulle questioni che contano, ma bisogna adeguare il modo di proporli all’opinione pubblica rispettando le istituzioni. C’è un certo galateo, un certo modo di porsi che è molto importante per non spaventare gli elettori moderati.

 

Grillo perde voti perché spaventa i suoi stessi elettori moderati?

Sì, Grillo non ha capito tutto ciò e ha continuato a urlare e a strepitare esattamente come faceva in campagna elettorale. La differenza è che prima era l’originale che faceva dei numeri, oggi invece è un politico che rappresenta il 25% degli elettori e una truppa importante di deputati e senatori che richiedono norme di gestione che sono diverse.

 

Quindi Grillo non sta recitando una parte, ma gli è scappato il copione di mano?


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