BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

LEGGE ELETTORALE/ Il giurista: solo il proporzionale ci può togliere dai guai

InfophotoInfophoto

La persistente frammentazione lascia pensare che, nel caso di una riedizione del mattarellum, le forme di “ricatto” già praticate in passato si possano ripresentare nuovamente con quelle tensioni permanenti all’interno della compagine di Governo che hanno logorato tutti gli esecutivi che si sono susseguiti dal 1994 ad oggi, con il mattarellum e con il porcellum.

La via d’uscita, in una realtà in cui la frammentazione è una costante, anche se con una fisionomia in parte incerta, è quella di consentire a tutti i partiti di correre nella competizione elettorale, ma di non avvantaggiarsi nella distribuzione dei seggi più di quanto effettivamente meritano e di non essere così fonte di frizioni all’interno delle maggioranze di Governo.

Questo risultato si può raggiungere con sistemi elettorali diversi, ma non con il mattarellum. Di qui la sua insufficienza. La soluzione più prossima è sicuramente quella di prevedere il doppio turno nel caso di collegi uninominali. In questo modo viene meno la necessità di presentare nei collegi dei candidati di coalizione e la presenza di partiti piccoli e grandi finisce con il non alterare il gioco politico.

Si può discutere se, per compensare i partiti piccoli, sia necessario aumentare la quota proporzionale del mattarellum, e una soluzione in tal senso può essere condivisibile, purché sia salvo il principio della responsabilità diretta delle singole formazioni politiche.

Una diversa soluzione, ma altrettanto efficace, è quella offerta dal sistema proporzionale con clausola di sbarramento al 5% e, ovviamente, senza premio di maggioranza.

La partecipazione politica può continuare a essere alta e oscillare come è accaduto nel febbraio di quest’anno dal partito maggiore (M5S) con 8.689.458 voti, pari al 25,55%, sino al partito più piccolo con 556 voti pari allo 0,00%, passando per ben altre 45 liste, ma la rappresentanza potrebbe essere composta solo da quei partiti con un numero di voti sopra al 5%. Nel caso delle elezioni del 2013 solo 4 liste hanno superato la soglia di sbarramento.

Si può valutare se la soglia, per il sistema politico italiano, sia troppo alta e, perciò, proporre di ridurla al 4%; in questo caso si sarebbe aggiunta solo un’altra lista. Con 5 gruppi in Parlamento i cittadini possono vedere meglio l’effetto del proprio voto e individuare in modo efficace le responsabilità di Governo. Anche le coalizioni si avvantaggerebbero non poco della semplificazione che il sistema elettorale produrrebbe.

Verrebbero meno le tensioni interne alla maggioranza, con un migliore rispetto dei patti di coalizione che farebbe bene allo svolgimento del programma di Governo. Soprattutto, il timore di essere sanzionati dagli elettori obbligherebbe i partiti a tenere comportamenti più adeguati al loro ruolo istituzionale.

© Riproduzione Riservata.