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2 X MILLE/ Letta corregge il Ddl: il non optato andrà allo Stato

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Se il disegno di legge sul taglio del finanziamento pubblico ai partiti fosse rimasto invariato, sarebbe stato semplice per i suoi detrattori, a partire dall’Movimento 5 Stelle, continuare a urlare alla truffa. Esso, infatti, prevedeva inizialmente che il contribuente potesse scegliere a quale formazione politica versare il proprio 2 per mille della dichiarazione dei redditi. Laddove, tuttavia, non avesse scelto, la quota sarebbe stata in ogni caso ripartita in misura proporzionale tra tutti i partiti. In sostanza, non si sarebbe trattato affatto di un’abolizione, ma in un finanziamento pubblico chiamato in altro modo. Quell’ipotesi è stata scartata, e il disegno di legge è stato rivisto dal governo prima di essere trasmesso alla Camera. Il cosiddetto 2 per mille non optato, semplicemente, andrà allo Stato. La nuova clausola è stata inserita nel nuovo articolo 10 del testo, e voluta fortemente dal presidente del Consiglio Enrico Letta. Contestualmente, è stata ridotta di 10 milioni all’anno la copertura massima del 2 per mille, che passerà, quindi, da 61 milioni a 51,1 a regime nel 2017. Il limite alla donazioni private, invece, non è stato neppure lentamente preso, finora, in considerazione.



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