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Politica

M5S/ Vittorio Feltri a Beppe Grillo: per colpire i giornalisti abolisci l'Ordine

“Grillo vuoi incornare davvero i giornalisti? Te la do io la ricetta: approva la legge per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti”. E’ Vittorio Feltri a rivolgersi direttamente a Grillo.

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“Grillo vuoi incornare davvero i giornalisti? Te la do io la ricetta: approva la legge per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti”. E’ Vittorio Feltri, dalle colonne de Il Giornale, a rivolgersi direttamente al leader del Movimento 5 Stelle, da tempo contro i “pennivendoli” accusati di fare gli interessi di questo o quel partito. “Se vuoi fare un torto ai cattivi giornalisti e lasciare spazio a quelli bravi”, continua a scrivere Feltri, “elimina questo residuo feudale. Questa sì sarebbe una battaglia da rivoluzione liberale. Trasformerebbe il giornalismo in una competizione tra i migliori, garantendo a ciascun cittadino per il fatto stesso di essere capace di scrivere, parlare e persino forse di pensare, la possibilità di esercitare il mestiere più antico del mondo”. “Sallusti ed io – scrive ancora lo storico direttore de il Giornale e fondatore di Libero - abbiamo assaggiato questa attitudine a sostenere la libertà di stampa dell'Ordine dei giornalisti. Personalmente ho rischiato la radiazione, Sallusti ancora adesso ha qualche carico pendente. Ad entrambi fa più paura la congrega delle penne di quella delle toghe. Queste ultime ti possono sbattere in galera, e non è una bella esperienza. Ma non hanno il potere di metterti il bavaglio. L'Ordine sì. I suoi Alti Papaveri ti possono togliere, mandando al diavolo la Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti umani, il diritto alla libertà di espressione e quello al lavoro”. Feltri cita poi Luigi Einaudi, presidente della Repubblica “e liberale a tutto tondo”, il quale diceva che “l'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”. Fu anche Enrico Berlinguer a dirsi contrario “al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”. Dunque, conclude Feltri, “signori senatori e deputati di destra, sinistra, centro, sopra e sotto, grillini e no, accordatevi sul punto. Eliminate il baraccone, sfrondate la burocrazia soffocante di questo Paese. Poi ci saranno sempre bravi e cattivi giornalisti. Ma non ci sarà nessun Organo da Stato Etico dotato di forbice per tagliare la lingua e le dita che battono i tasti”.

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