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SCENARIO/ Ecco il patto Pd-Pdl che salva Letta dalle elezioni

Pubblicazione:giovedì 11 luglio 2013

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Vuoi per il Pd diviso, vuoi per un Berlusconi che, a differenza di quanto si è portati a pensare, non romperà sulla giustizia, e vuoi per quel partito trasversale che di tornare a votare non ne vuole sentire tanto è comoda la poltrona, le urne non sono proprio all'orizzonte della confusa politica italiana. Anzi, il clima di volume alto di questi giorni parla di un governo che, se proprio dovrà cadere, lo farà sull'economia e non sulla giustizia. E comunque non subito. Si inserisce in questo contesto la vicenda della sospensione di ieri voluta dal Pdl, e appoggiata dal Pd nonostante i mugugni rumorosi dei renziani: un gesto clamoroso e inedito, di cui parliamo con un attento osservatore come Fabrizio Rondolino.

Secondo alcuni è un Aventino, secondo altri no. Lei che idea si è fatto?

No, tecnicamente la decisione non si configura come Aventino perché di fatto il Pdl non abbandonerà i lavori parlamentari per più giorni, come si ipotizzava, ma ha chiesto, e ottenuto, di sospendere la seduta di un solo pomeriggio.

Ma tanto è bastato per far scoppiare il putiferio.

Si tratta di un fatto unico nella storia repubblicana, che parla di una grande tensione istituzionale, e proprio per questo va letto in tutta la sua portata.

Proviamoci.

Il fatto stesso che non sia mai successo lo rende politicamente molto rilevante. A mio avviso, non si tratta di una rottura ma è, piuttosto, lo sforzo da parte del Pdl di tenere nei binari democratici una scontro che in altre sedi extraparlamentari potrebbe deflagare. Come dire: il partito di Berlusconi vuole alzare il volume, ma lo fa nelle sedi istituzionali, lasciando intuire che comunque una possibile via d'uscita ci sarà.

Si avvicinano le elezioni?

Direi di no, anche se la situazione è fortemente magmatica, e cambia giorno dopo giorno. Non ci sarà il ritorno alle urne perché Berlusconi non romperà su temi contingenti come la giustizia. Semmai, tirerà la corda sull'economia, le tasse, l'Imu e via dicendo.

Perché secondo lei?

Per una ragione semplice. Se l'obiettivo di Berlusconi è tornare al voto e guadagnare più consensi rispetto alla tornata di febbraio, gli elettori non lo seguiranno sulla giustizia ma, semmai, sulle tasse e sull'economia, che sono i temi che li toccano da vicino. È la sola strada, per il Cavaliere, per recuperare e ampliare consensi: sa benissimo che fare la vittima non gli renderà voti, o almeno quelli nuovi da intercettare. Per questo, i segnali di questi giorni dicono di un Pdl che non vuole rompere, ma sicuramente non vuole tacere sulle decisioni giudiziarie che riguardano Berlusconi. Ma lo fa con soluzioni assolutamente inedite per il nostro Parlamento.

La giustizia, dunque, non influisce sull'evoluzione della situazione?


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COMMENTI
11/07/2013 - Dov'è il nemico? (Luigi PATRINI)

Ma forse il "nemico" da battere è proprio la classe politica?! Ma è possibile che ciascuno pensi a salvare il suo partito (se poi ci pensa, perché l'impressione spesso è che ciascuno pensi a salvare se stesso, il suo posto e la sua piccola "banda")anziché pensare al bene comune e al bene del popolo?! Ma c'è ancora un popolo in Italia, o ci sono solo masse di tifosi a cui non importa nulla della vera realtà? Forse, più che il primo, il vero problema è quest'ultimo. Il guaio è che la distruzione del popolo l'ha forse compiuta proprio la classe politica. Che disastro! Meno male che Papa Francesco ci aiuta a non perdere la speranza. Forse non a caso Lui continua a farci capire che il problema non è "non perdere la speranza", ma "non lasciarcela rubare"!!! Grazie, Santo Padre, che così facendo richiama ciascuno di noi alla sua personale responsabilità!!!