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Politica

CASO LOMBARDIA/ 1. Ostellino: Formigoni si era illuso, Maroni si è "venduto" allo Stato

Il Pd lombardo propone, Maroni (Lega) accoglie: addio, dopo 20 anni, ai "vecchi buoni sociali e voucher tanto cari a Formigoni". Secondo PIERO OSTELLINO da oggi ci sarà meno libertà

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Lombardia, addio ai voucher? Parrebbe proprio di sì: Blog Dem, il blog del Pd lombardo, saluta una volta per tutte i "vecchi buoni sociali e voucher tanto cari a Formigoni così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi". La giunta Maroni ha infatti accolto nel Piano regionale di sviluppo un ordine del giorno del Partito democratico, che impegna il governo regionale a una drastica riforma del sistema dei buoni. In altri termini, il Pd ha proposto la modifica, Maroni è stato ben felice di farla sua.

La filosofia del voucher formigoniano era di aiutare il cittadino in campo sociosanitario - assistenza a malati, disabili, anziani - mettendogli a disposizione un bonus da spendere presso i servizi forniti da strutture pubbliche, private, profit e non profit accreditate presso il sistema regionale. Una libertà di scelta che ora viene accusata di "lasciar solo" del cittadino nella "giungla dei servizi". La migliore definizione della nuova filosofia della giunta a guida leghista viene dalle parole dell'assessore Maria Cristina Cantù: "Non si tratta di dare risorse in mano all'utente e far sì che si muova nel mercato, ma di accompagnarlo nella scelta". Saranno comuni e Asl a svolgere questo ruolo, andando di fatto a predefinire l'offerta.


Come giudica Piero Ostellino questo radicale cambio di rotta rispetto ad un sistema durato vent'anni?
Farei due considerazioni. La prima è che quella parola, "accompagnarlo", non mi piace. Vuol dire che se il sistema dei vaucher considerava il contribuente e il cittadino adulto, libero e capace di scelta autonoma, ora lo si tratta come un minorenne, bisognoso di "accompagnamento". La sua libertà di scelta evidentemente è ritenuta fallace, inadeguata.

E la seconda considerazione?
Il Pd si dimostra ancora una volta il partito per eccellenza votato ad una concezione burocratica dello Stato, pronto a favorire l'apparato. Prima col voucher il cittadino poteva scegliere tra diverse opzioni, ora non può e quindi è obbligato ad andare dove vuole la burocrazia. Questo è tipico della cultura di sinistra. È triste rilevare che evidentemente questa gente ha nella testa una concezione burocratica e statalista del servizio pubblico e nessuno gliela toglie.

Gli enti - privati, pubblici, profit, non profit - che soddisfacevano determinati standard si accreditavano presso la Regione e il cittadino sceglieva; adesso saranno comuni e Asl a poter dire a quali strutture i cittadini potranno rivolgersi.
Non solo; prima si determinava in qualche modo una concorrenza, perché ad accreditare era la Regione ma gli enti facevano a gara per offrire il servizio migliore, adesso, invece, che piaccia o no, Maroni dice: "questa è la minestra, o la mangi o salti dalla finestra". Ripeto, è la vocazione burocratico-statalista di una sinistra che non ha ancora imparato come si vive in democrazia.

Che cosa non le va giù, Ostellino?


COMMENTI
13/07/2013 - commento (francesco taddei)

se saranno aboliti vedremo se il pdl lombardo esiste e uscirà dalla maggioranza oppure rimarrà attaccatom alla cadrega.