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CASO FIRENZE/ Gutgeld (Pd): Renzi vuole la libertà di scelta per scuole e ospedali

Pubblicazione:sabato 13 luglio 2013

Matteo Renzi Matteo Renzi

Il programma di Renzi propone un modello basato su servizi di assistenza professionalizzata, anziché sugli assegni. In questo modo creo delle professionalità, possibilmente italiane, garantendo una maggiore qualità e riuscendo a risparmiare. Anziché avere una badante per un anziano, potrei avere gruppi di due o tre pazienti in modo da spendere meno soldi e permettere loro di socializzare.

 

Attraverso quali strumenti concreti è possibile favorire la libertà di scelta del cittadino?

Introdurre dei meccanismi di scelta è già di per sé un fatto positivo. In diversi Paesi ci sono vari modi per garantire scelta e offerta. Nel Regno Unito esistono diverse strutture sanitarie pubbliche e i cittadini decidono a chi rivolgersi sulla base di un’informazione trasparente sul rispettivo livello di performance. Quando un paziente britannico ha bisogno di un certo tipo di intervento, ha a disposizione tutti gli strumenti per orientare la sua scelta.

 

Quindi lei ha in mente i voucher o altri strumenti?

Io non sono contrario al meccanismo dei voucher in quanto tale, ma ritengo che non sia indispensabile introdurli in quanto esistono numerose alternative. In Italia del resto abbiamo degli ospedali privati che sono coperti dal servizio sanitario nazionale e che sono quindi erogatori di servizio. Non esiste quindi una differenza in quanto tale tra un ospedale privato e quello pubblico, e tra l’altro non mi entusiasma l’idea di pagare un cittadino perché si rivolga a una struttura privata. Il mio però è un approcciò pragmatico, se un certo meccanismo come quello dei voucher funziona dal punto di vista economico ritengo che vada difeso.

 

Qual è invece la sua posizione per quanto riguarda le scuole paritarie?

Nella logica che ho enunciato prima, prestatori di servizio pubblici e privati vanno finanziati ugualmente dallo Stato. E’ quindi giusto che una scuola privata che entra in questo schema sia sostenuta dal governo o dagli enti locali. Tutto ciò deve avvenire però a una condizione, e cioè che le scuole paritarie siano più efficienti di quelle pubbliche e consentano quindi allo Stato di risparmiare. Alla fine i numeri devono tornare. Io tenderei per questo ad andare verso un modello basato sulle scuole pubbliche. Ma laddove le paritarie consentano allo Stato di spendere meno è giusto che i genitori che le scelgono abbiano un vantaggio fiscale che corrisponda al risparmio per le casse pubbliche.

 

(Pietro Vernizzi)



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