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DIETRO LE QUINTE/ Sc e Udc, il rompicapo delle alleanze

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Nel frattempo Scelta Civica prova a darsi una struttura sul territorio e prima ancora un'identità – che certo non è ancora definita − e l'Udc torna a incontrare città per città i propri sostenitori, trovando al tempo stesso interessato fermento e ma anche severe critiche e gruppi di delusi che si riorganizzano per proprio conto. 

Scenari duri, quindi, che avrebbero potuto preludere a convention infuocate, magari anche solo perché portate fuori controllo dalla foga contingente. Invece la crisi di questa settimana offre a tutti i soggetti centristi la possibilità di fare una doccia fredda, dimenticare le polemiche dei giorni scorsi – per altro già passate di moda −, provare a riaccreditarsi come forze responsabili che guardano al bene del Paese in un momento difficile e scosso già da troppe turbe. 

Tra i Parlamentari di Scelta Civica pochi guardano al Teatro Eliseo come a un evento di grande richiamo, però c'è una maggioranza silenziosa che approva il fatto che si mettano da parte le furie iconoclaste e si recuperi il ruolo moderato di guida responsabile. E lo stesso nell'Udc. Probabile quindi che gli scenari dei prossimi giorni non promettano grandi scossoni, nonostante non impazzi certo l'amore, ma piuttosto ci sarà un riassestamento delle forze in attesa di vedere gli sviluppi futuri. E già nuove iniziative si preparano al centro per il dopo-convention, mentre si sta alla finestra per capire cosa porterà l'estate nei campi degli altri. Anche perché troppo dipende dalle condizioni dell'Italia.

(Alvaro Zaccuri)

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COMMENTI
13/07/2013 - Perdiamo un'altra occasione (Giuseppe Crippa)

Il grosso limite delle cosiddette forze di centro è il loro minimo radicamento nel territorio (per non parlare del web). Inevitabile per Scelta civica che esiste soltanto da pochi mesi ma conseguenza colpevole di comportamenti sbagliati per l’UdC, gestita da clientele tese soltanto a perpetuare il loro peraltro minimo potere nelle amministrazioni locali ed impermeabili a qualunque confronto democratico al proprio interno. Se questi due partiti non avranno il buon senso di fondersi (e non l’avranno, per la presunzione dei primi e per la meschinità dei secondi) si sarà persa un’ennesima occasione.

 
13/07/2013 - commento (francesco taddei)

al contrario, quando lo scontro si polarizza il centro, sapendo bene che da soli si muore, si dà al miglior offerente. realismo please.