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DIETRO LE QUINTE/ Sc e Udc, il rompicapo delle alleanze

Quando lo scontro si polarizza sulle ali estreme, il centro ha l’occasione di presentarsi come l’unica forza responsabile in grado di tutelare gli interessi del Paese. ALVARO ZACCURI

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Il centro può ringraziare Berlusconi e Cassazione – e magari anche il Pd - e avviarsi alle sue convention con maggiore tranquillità. Forse è un paradosso, ma c'è del vero. Ogni volta che lo scontro si polarizza sulle estreme e rullano i tamburi di guerra, le forze di centro si trovano in difficoltà di consensi ma in crescita di prestigio: tornano ad essere percepite come utili, come responsabili, come moderate e capaci di fare da ponte prima che tutto precipiti. 

Storicamente tutto questo non si è poi tramutato in voti ma in ruolo politico sì. Le forze di centro, che si erano impelagate in polemiche fratricide, possono forse ricevere un po' di respiro dalla crisi di questa settimana. Prima di tutto perché ora molto più che in passato si percepiscono le condizioni di crisi e di conseguenza la necessità di mantenere la barra sulla governabilità e sulle larghe intese. In secondo luogo perché si torna a evidenziare non solo la faccia peggiore di Pdl e Pd, ma anche le loro crepe e divisioni. Spaccature che non è detto non diventino prima o poi anche definitive e ufficiali a forza di tirare la corda. E se la linea che attraversa sia Pd che Pdl è quella che separa i populisti dai responsabili, ecco che i secondi hanno bisogno ineludibile di dialogare con le altre forze responsabili, trovando la prima sponda proprio nelle forze di centro, per quanto ancora non amalgamate e a tratti confuse. In parlamento il dialogo tra colombe di ogni partito è pane quotidiano. 

Tutto ciò dà del buon alimento per le convention che Scelta Civica terrà il 13 e l'Udc il 20. Due iniziative che erano nate per sancire in qualche modo le nozze, che hanno rischiato di tramutarsi in schegge di guerra civile e che ora invece possono essere vissute più serenamente per riorganizzarsi e soprattutto per provare a ricordare agli italiani che esistono forze che avevano indicato la strada giusta e che possono essere un riferimento responsabile per far uscire il Paese dalle secche, se non si autodistruggono prima. 

Che si sia stati sull'orlo del caos lo hanno riportato tutti i giornali. Prima le polemiche, poi quella minaccia di Monti al Governo e la conseguente verifica, le voci attendibili sul fatto che si sia discusso di estromettere l'Udc dai gruppi parlamentari e che chi l'ha proposto si è però ritrovato in minoranza. Intanto Italia Futura – intesa come associazione di Montezemolo – si allontana dalla scena parlamentare, e questo vuol dire che molla Scelta Civica e lascia orfani deputati e senatori che vi si richiamano. 


COMMENTI
13/07/2013 - Perdiamo un'altra occasione (Giuseppe Crippa)

Il grosso limite delle cosiddette forze di centro è il loro minimo radicamento nel territorio (per non parlare del web). Inevitabile per Scelta civica che esiste soltanto da pochi mesi ma conseguenza colpevole di comportamenti sbagliati per l’UdC, gestita da clientele tese soltanto a perpetuare il loro peraltro minimo potere nelle amministrazioni locali ed impermeabili a qualunque confronto democratico al proprio interno. Se questi due partiti non avranno il buon senso di fondersi (e non l’avranno, per la presunzione dei primi e per la meschinità dei secondi) si sarà persa un’ennesima occasione.

 
13/07/2013 - commento (francesco taddei)

al contrario, quando lo scontro si polarizza il centro, sapendo bene che da soli si muore, si dà al miglior offerente. realismo please.