BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

INELEGGIBILITA' BERLUSCONI/ Proposta di legge del Pd: o politica o aziende

Pubblicazione:sabato 13 luglio 2013

Foto Infophoto Foto Infophoto

Sulle ipotesi di una possibile grazia nei confronti di Silvio Berlusconi, che ieri qualche quotidiano aveva paventato possibile, la risposta da parte del Quirinale è ormai ben nota. Una risposta insolitamente dura ma che la dice lunga del fastidio che la presidenza della Repubblica sta provando in queste ore per certe prese di posizione. L'ipotesi di graziare Berlusconi cominciando dal processo Mediaset la cui udienza è fissata per il 30 luglio è stata definita in una nota del Quirinale come "analfabetismo e sguaiatezza costituzionale". Chiusa l'ipotesi, si fanno avanti però altre ipotesi, dato anche il malumore che serpeggia in ampi strati del Pd per quello che sembra un favoritismo del partito nei confronti del Cavaliere. Ad esempio l'idea di un decreto legge che risolva l'ineleggibilità di Berlusconi, l'altro grande tema del momento, sostituendo  il principio di ineleggibilità con quello di incompatibilità nella legge 361 del 30 marzo 1957. La proposta è già stata presentata da una ventina di senatori tra cui Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria, e Luigi Zanda, presidente del gruppo Dem. In pratica, la persona dovrà scegliere se continuare a occuparsi di politica o delle sue aziende. In pratica, si legge nella proposta, "'azionista di controllo eletto parlamentare deve conferire entro 30 giorni a un soggetto non controllato né collegato il mandato irrevocabile a vendere entro 365 giorni le partecipazioni azionarie a soggetti terzi, cioè senza rapporti azionari né professionali con il venditore e comunque a soggetti diversi dal coniuge, dal convivente more uxorio e dai parenti fino al quarto grado e affini fino al secondo grado, nonché a soggetti diversi dagli amministratori delle società".



© Riproduzione Riservata.