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SCENARIO/ Tra Renzi e Berlusconi, il Pd muore di tattica

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Percepisce che le difficoltà del governo possono aumentare. E che potrebbe aprirsi improvvisamente la finestra elettorale. Memore dell’esperienza precedente, ha capito che senza un rapporto con l’elettorato più radicale, ha poche chance di vittoria.

 

Anche Pippo Civati si è candidato. Chi rappresenta?

E’ un personaggio mediaticamente molto attivo. Tende a rappresentare l’ala più dialogante con i 5 Telle e Vendola, ma il sospetto è che si butti dove vede un terreno non presidiato. Potrebbe tranquillamente buttarsi a destra, se ci fosse uno spazio libero.

 

In tale contesto, come si stanno muovendo le tradizionali correnti?

Parte dei Ds si schiererà con Cuperlo. Popolari a Margherita sognano di schierare, all’ultimo minuto, Enrico Letta. Tuttavia, alla fine, è probabile che non potranno fare altro che sostenere Renzi.

 

In vista del Congresso, le fratture si stanno ricomponendo?

Non vi è traccia di ricomposizione. L’unica occasione di ricomposizione potrebbe verificarsi nel caso di un trauma della legislatura che, alla luce delle ultime dichiarazioni di Berlusconi, non sembra imminente. Insomma, il Pd degli ultimi 15 giorni sembra lo stesso che inanellò una serie inaudita di errori nel dopo elezioni. Appare sempre meno un partito e sempre più un movimento ribollente di anime e movimenti, per cui non è semplice capire come si muoverà. Razionalità vorrebbe che indicesse il congresso, eleggesse un leader, collaborasse al successo di Letta, e si preparasse al voto. Tuttavia, attualmente, il  Congresso viene interpretato in maniera esclusivamente tattica. E viene procrastinano da tutti coloro che pensano che Renzi, sul medio lungo periodo, sia destinato ad esaurire la sua carica. 

 

(Paolo Nessi)

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