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CASO KYENGE/ Salvini: perché Napolitano non si indigna anche per la deportazione di Alma e Aula?

Dopo aver invitato il presidente della Repubblica Napolitano a tacere sul caso degli insulti rivolti al ministro Kyenge da Roberto Calderoli, il leghista Matteo Salvini torna a farsi sentire

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Dopo aver invitato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a tacere sul caso degli insulti rivolti al ministro Kyenge da Roberto Calderoli, il leghista Matteo Salvini continua a lanciare provocazioni dal proprio profilo Facebook: “Leggo che il presidente Napolitano si è risentito per il mio in invito a tacere, e me ne dispiaccio – scrive il segretario del Carroccio in Lombardia - Sono anzi certo che, accolte le mie scuse, non mancherà di esprimere la sua indignazione per la deportazione dall'Italia di Aula, bimba kazaka di 6 anni, e della sua mamma, colpevoli solamente di essere figlia e moglie di un dissidente. Fosse l'Italia così rapida nel prelevare ed espellere tutti i clandestini presenti nelle nostre città, e non solo le bimbe di 6 anni, forse staremmo tutti meglio”, conclude Salvini. Poco fa, anche il premier Enrico Letta ha reagito alle parole dell’esponente leghista: “L'aver chiamato in causa il presidente Napolitano, che voglio difendere, non ci provino nemmeno... Non è possibile che la vicenda continui così, credo che la vergogna sia già stata abbastanza", ha detto il presidente del Consiglio. "Faccio un appello a Maroni perché chiuda rapidissimamente questa pagina, se no si entrerà in una logica di scontro totale che non serve né a lui né al paese". Intanto la Lega Nord, in una nota diffusa al termine della segreteria politica, ha fatto sapere, “dopo aver preso atto delle scuse di Roberto Calderoli sul caso Kyenge”, di aver deciso “di dare ancora più forza alla sua iniziativa politica” organizzando una manifestazione sulla legalità e il contrasto alla immigrazione clandestina il prossimo 7 settembre a Torino. La Lega rinnova quindi la sua "netta contrarietà alle proposte finora avanzate dal governo sul tema, in particolare sulle proposte di cittadinanza facile e concessione dello ius soli".

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COMMENTI
15/07/2013 - domanda all'esperto presidente del consiglio (Alberto Pennati)

Come pensa il presidente del consiglio e l'illuminato ministro dell'integrazione (che qualcuno le spieghi che non sono gli italiani a doversi integrare) di risolvere il problema dei circa 400.000 disoccupati immigrati presenti in Italia? Sollecitando gli sbarchi di altri stranieri? Attendo una spiegazione convincente. grazie.