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DIETRO LE QUINTE/ Caso Kyenge-Calderoli: l'effetto domino che rafforza Letta e il Pd

Pubblicazione:lunedì 15 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 15 luglio 2013, 9.25

Roberto Calderoli (InfoPhoto) Roberto Calderoli (InfoPhoto)

Per il Pdl sono invece accanimento contro il proprio leader, e Maroni viene richiamato a dimostrare più spirito di collaborazione, quello stesso che il Pdl dimostra quotidianamente sostenendo lui, Zaia e Cota. Un avvertimento in piena regola e senza precedenti, che alla vigilia della sentenza della Corte di Cassazione sul processo Mediaset stende ombre sinistre sulla solidità dell'alleanza fra azzurri e Carroccio.

Ultimo effetto collaterale dello scontro Calderoli-Kyenge potrebbe essere quello di fare chiarezza proprio dentro il Carroccio. L'ex titolare delle Riforme, considerato anni addietro bossiano di ferro, è riuscito a riconvertirsi in maroniano, anche i rapporti fra i due Roberti hanno conosciuto alti e bassi. Calderoli ha conservato sinora il ruolo di responsabile organizzativo e del territorio, funzione grazie alla quale ha sempre gestito la complessa macchina di uno dei pochi partiti che abbia ancora un radicamento reale. 

Adesso Maroni si trova di fronte a un bivio: sostenere a spada tratta il senatore bergamasco, oppure voltare decisamente pagina e imprimere un'accelerazione alla costruzione della sua Lega 2.0, nella quale ha sempre assicurato che gli elmi con le corna ed il folklore celtico dovevano essere relegati alla bacheca dei ricordi. La prima difesa di Calderoli è stata tiepida, dalle scelte che farà il segretario/governatore si capirà qualcosa di più dei rapporti di forza dentro il Carroccio. 



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