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CASO LOMBARDIA/ Formigoni: non lascerò che Maroni e Pd sfascino il mio "modello"

Roberto Formigoni (InfoPhoto) Roberto Formigoni (InfoPhoto)

Primo: il Pdl non ha intenzione di lasciar cancellare in questo modo un punto del programma; anzi è pronto a fare quadrato per difenderlo e impedire alla Lega di tradirlo. Secondo, tra la gente si è diffusa in pochissimo tempo una grande preoccupazione, e se Maroni pensasse di tornare allo statalismo ci sarebbe una vera e propria sollevazione delle famiglie, degli ammalati, degli anziani, dei bisognosi, di tutte le persone a cui la nostra riforma ha ridato la dignità di cittadini e la libertà di scelta come persone.

Vale davvero la pena? In fondo quanto pesa il voucher sociosanitario nel complesso del welfare regionale?
Attualmente vale 130 milioni l'anno di fondi integralmente regionali, e prima che lo Stato tagliasse i finanziamenti destinati alle politiche di welfare era pari a 190-200 milioni annui. Come vede la voce di bilancio è significativa, ma il punto è che la possibilità di usare il voucher viene data a tutti i cittadini che ne fanno richiesta: chi non lo vuole è liberissimo di percorrere altre strade.

Dunque è il principio che conta.
Sì, perché si tratta di una vera e propria rivoluzione: da un sistema burocratico e centralista si passa ad un sistema sussidiario. Il voucher fa parte della stessa rivoluzione che si chiama anche buono scuola, Fondo Nasko, possibilità data al cittadino di scegliere l'ospedale in cui farsi curare.

Che cosa teme?
È evidente che se la Lega pensasse di rovesciare il sistema nel campo dell'assistenza, per logica conseguenza potrebbe pensare di fare altrettanto nella sanità, nella scuola e in tutta la spesa del welfare. Ripeto, sarebbe un tradimento del programma e andrebbe contro le evidenze che si stanno affermando in tutto il mondo: non solo la sussidiarietà mette al centro il cittadino, ma è anche conveniente.

Il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo ha dichiarato di aver avuto un chiarimento personale con Maroni, il quale gli avrebbe garantito che la libertà di scelta non è in discussione.
In politica, per evitare brutti scherzi, conviene sempre non fidarsi... Sappiamo bene che nella Lega c'è sempre stata un'anima centralista e statalista, io stesso in questi quindici anni ho dovuto rintuzzare più volte i progetti di una parte della Lega di cancellare la libertà di scelta in sanità e non solo. Ripeto: quell'ordine del giorno non è nato dal nulla, ma da una combinazione di intenti Pd-Lega. Per questo ho consigliato ai dirigenti del Pdl di tenere altissima la guardia e di parlare con la Lega in termini assolutamente chiari.

CASO LOMBARDIA/ Cattaneo (Pdl): i voucher? Maroni mi ha detto che non saranno aboliti

Chiari quanto?


COMMENTI
17/07/2013 - realismo? No, tradimento! (Francesco Lepore)

Ricordo solo al sg Paolo Bini come UDC (che è l'unica che difende i PNN) è stata cacciata via dal cdx.quindi nessun ribaltamento da parte di Casini ma al massimo di SB. Qui nessuno si lagna ma si fa notare il tradimento degli ideali a cui si è chiesto il voto pochi mesi fa, tradimento già in atto prima delle elezioni, quindi nessun realismo ma amore alla poltrona in parlamento.

 
16/07/2013 - realismo (Paolo Bini)

non abito in Lombardia, e quindi credo di non essere coinvolto emotivamente con il dibattito sollevato da Formigoni coi lettori e suoi elettori del Sussidiario; ma mi sembra evidente che il lavoro eccellente (da tutti riconosciuto)fatto da Formigoni in passato poteve essere salvato, alle scorse elezioni, solo alleandosi con la Lega, di cui è noto che una parte è statalista; così come in passato Berlusconi potè vincere le elezioni solo alleandosi con Fini e Casini, di cui era noto lo statalismo (teorico e pratico); poi gli statalisti ribaltarono il tavolo, e Casini, quindi Fini, hanno affossato gli accordi elettorali; ora la Lega, almeno quella statalista, ci prova con il patto di alleanza stipulato con Formigoni in Lombardia; il realismo di Formigoni è che, pur sapendo del rischio, ha scelto la Lega alle elezioni (contribuendo a vincere e a salvare il lavoro fatto) e ora è consapevole delle spinte in senso ribaltonista, e invita a vigilare i suoi uomini; dove è lo scandalo? piuttosto, ci sono uomini in grado di vigilare sugli accordi? e se ci fosse bisogno, i lombardi difenderanno (politicamente) le conquiste fatte o si limiteranno a lagnarsi? (memoria corta?)

 
16/07/2013 - un po di cenere in testa (Francesco Lepore)

emerge dall'intervista che Formigoni sapeva,SAPEVA di darci in pasto allo statalismo della lega .Quindi cosa ci viene a raccontare di difesa della sussidiarietà,cosa viene a dirci che il PDL si opporrà ormai,purtroppo rappresenti te stesso e 4 voti.Il PDL è il primo partito che tradisce i valori da te professati.Quindi basta discorsi tipo difendiamo …..non facciammo vincere la sx.Basta di qs sagrestani del potere a mani giunte( vedi Tempi ). La cosa che mi da più fastidio e qs mancanza di autocritica,un po di cenere in testa male non fa. Ho solo una speranza che Roberto torni quello di anni fa,quello di MP…o mi ero illuso anche allora.

 
16/07/2013 - meglio tardi che mai (nicola mastronardi)

Durante la campagna elettorale molti GURU della politica mi dicevano che le mia analisi e la mia posizione sul non votare lo statalista padano Maroni erano stupide e insignificanti e che così facendo avvantaggiavo la sinistra.Oggi Formigoni (che insieme al settimanale Tempi) ha fatto campagna elettorale per Maroni, dice che in politica è meglio non fidarsi e ancor di più dice, che c'è un asse pd-lega che vuole eliminare tutto quello che di buono è stato fatto in 20 anni rendendo la Lombardia un esempio di efficienza e virtusità. GRAZIE PER IL RITARDO