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CASO ABLYAZOV/ Procaccini: informai Alfano, contro di me offese e falsità

Dopo essersi dimesso in seguito alle polemiche scaturite dal caso del rimpatrio della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov, Giuseppe Procaccini racconta la sua versione

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Dopo essersi dimesso in seguito alle polemiche scaturite dal caso del rimpatrio della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov, Giuseppe Procaccini racconta la sua versione. Il capo di Gabinetto del Viminale, nonostante Alfano abbia ribadito in Parlamento di non essere mai stato informato a riguardo, sostiene invece di aver riferito alcuni dettagli della vicenda al ministro dell’Interno. “Sono testimone di quanta distorsione profonde della realtà sia stata consumata in questi giorni da una comunicazione velenosa, offensiva, fantasiosa e stancante”, scrive Procaccini nella lettera inviata ad Alfano, in cui spiega di aver seguito il caso, ma di non essere mai stato informato dell’espulsione: “Devo confessarle che ho continuamente ripercorso la vicenda e mi sono anche interrogato se qualcosa mi fosse sfuggita. Ma tutto mi riporta alla obiettiva circostanza di non essere stato informato”. “Ho mantenuto una linearità istituzionale priva di ogni invasività cercando di operare da tramite funzionale circa la presenza nel nostro Paese di un pericoloso latitante armato”, vale a dire Mukhtar Ablyazov. “Ignoravo ciò che poi si è sviluppato”, visto che il caso era ormai passato nelle mani della Polizia. Quindi Procaccini, non essendone a conoscenza, non ha mai parlato ad Alfano dell'espulsione e dell'avvenuto rimpatrio, ma conferma di averlo informato relativamente al colloquio con l'ambasciatore kazako al Viminale, avvenuto “perché me lo disse il ministro – avrebbe detto Procaccini, le cui parole sono riportate dal Corriere della Sera - spiegandomi che era una cosa delicata. L'incontro finì tardi e quindi quella sera non ne parlai con nessuno. Ma lo feci il giorno dopo, spiegando al ministro che il diplomatico era venuto a parlare della ricerca di un latitante. Lo informai che avevo passato la pratica al prefetto Valeri”. Ieri pomeriggio, riferendo in Senato, Alfano ha invece parlato di una vicenda “di cui non ero stato informato, e non ne era stato informato nessun altro collega del Governo, nè il presidente del Consiglio”. Anzi, ha aggiunto, “resta grave la mancata informativa al governo sull'intera vicenda. Dobbiamo lavorare perchè ciò non accada mai più”.

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