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INSULTI ALLA KYENGE/ Calderoli indagato per diffamazione aggravata dall'odio razziale

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“Quando vedo la Kyenge non posso non pensare ad un orango“. Per queste parole, pronunciate sabato scorso dal palco della festa della Lega Nord di Treviglio, in provincia di Bergamo, il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli è stato formalmente indagato dalla Procura della Repubblica di Bergamo con l'ipotesi di diffamazione aggravata dall'odio razziale. Il procuratore Francesco Dettori, dopo aver raccolto tutto il materiale sul comizio, compreso l’audio del discorso di Calderoli, ha quindi aperto il fascicolo attraverso cui dovrà decidere se quelle dichiarazioni sono effettivamente diffamanti e a sfondo razzista o meno. Oggi, intanto, Dolores Valandro, l’ex consigliera di quartiere della Lega a Padova imputata di "istigazione a commettere atti di violenza sessuale per motivi razziali" per quanto detto nei confronti del ministro Cecile Kyenge ("mai nessuno che se la stupri…", aveva scritto sul proprio profilo Facebook) è stata condannata dal Tribunale di Padova a un anno e un mese di reclusione (pena sospesa) e all’interdizione dai pubblici uffici per tre anni.



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