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ATTACCO A LETTA/ Sapelli: i poteri "forti" contro l’Italia

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Ma è chiaro che siamo dinanzi a un attacco frontale al Quirinale! Non sono stato d’accordo con Napolitano nel suo appoggio a Monti, ma anche in quel caso perseguiva un obiettivo chiaro: un’integrazione non subalterna dell’Italia nel processo europeo, una non distruzione della nostra industria a seguito del necessario cambiamento che ci sarà dopo la crisi. A questi signori, a questo establishment, il fatto che siamo la seconda potenza manifatturiera d’Europa sembra dare fastidio.

 

Dunque diventa necessario far cadere il Governo…

Con questo esecutivo si erano messi insieme gli unici due schieramenti contrari all’egemonia tedesca: il gruppo sociale raccolto intorno a Berlusconi e quello che finalmente, grazie alla crisi e grazie a Letta, ha capito che l’Italia non può essere subalterna.

 

Ma oltre a Francia e Germania c’è qualche altra potenza straniera che ha interessi sull’Italia?

C’è anche la Cina, che ha un “ambasciatore” in Prodi: in pratica si tratta di trovare le imprese da vendere a Pechino, che sta espandendo sempre più la sua influenza in Europa. La Cina ultimamente però vacilla, è in crisi, grazie proprio al sistema dello shadow banking che Saccomanni invoca per l’Italia. Di certo questo disegno agli americani non sta bene.

 

Perché?

Gli Usa non vogliono un’Italia “tedesca”. La Germania è una potenza anti-americana, quindi non vogliono che aumenti il suo peso nel nostro Paese. E questo è un bene, perché non credo che l’Italia, da sola in Europa, senza gli Stati Uniti, abbia un avvenire. Penso che l’avvenire italiano sia organicamente legato al rapporto con gli Usa.

 

Professore, ma la Fiat ha gli stessi interessi di De Benedetti, Renzi e gli altri?

La Fiat segue un disegno tutto suo. Non fa una politica fortemente anti-governativa come De Benedetti e gli altri. La Fiat fa gli interessi degli Agnelli, che oggi vogliono diventare sempre meno italiani.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
18/07/2013 - commento (francesco taddei)

Egr. Prof. Sapelli, siamo dunque circondati dagli esploratori per l'invasione. germania, francia, usa e cina. non sarebbe il caso di lanciare il sasso per un vero e originale senso di comunità nazionale? che non verrà da vassalli come letta e alfano, ma da chi l'italia la tiene insieme tutti i giorni: piccoli imprenditori e cattolici "non adulti" ma "bambini". ciò che lei sostiene è talmente grave che la risposta non può arrivare da una stretta di mano o da retoriche scelte condivise. occorre qualcuno che senta la tragicità del momento, non solo per il disoccupato e per l'imprenditore tartassato, ma per il Paese Italia. per la Nazione Italia. se ne conosce qualcuno lo inviti a farsi avanti. e che Dio ci aiuti e ci perdoni.