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GIOCHI DI POTERE/ Renzi-Monti, una poltrona per due?

Pubblicazione:giovedì 18 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 20 luglio 2013, 1.28

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Poi c'è l'ineffabile professor Mario Monti, anche lui non troppo soddisfatto per le dichiarazioni fatte dal segretario del Pd, Guglielmo Epifani, sulla “polvere lasciata sotto il tappeto” in questioni di bilancio del suo governo. Più in generale Monti non sembra affatto contento, da mesi, per come viene trattato per l'operato del suo governo, per come è stato dimenticato dagli italiani. La parabola del “professore” è stata piuttosto malinconica: da “salvatore della patria” nel novembre del 2011 a premier di un governo di “tecnici incompetenti” che ha depresso con la sua politica di austerità, in perfetto accordo con frau Angela Merkel, l'economia italiana.

Non si può affermare che la linea di Renzi sia parallela a quella di Monti. Ma non c'è dubbio che i due personaggi di spicco più critici verso l'azione di governo siano proprio il sindaco e il professore. E non si può neppure escludere che si possa creare una “convergenza parallela” in un prossimo futuro. A che cosa potrebbe portare tutto questo ? Mario Monti rimane sempre un uomo collegato alla finanza internazionale, Matteo Renzi cerca una sua caratura internazionale anche in ambito finanziario e forse l'ha già in parte ottenuta. Non è irragionevole pensare a un “percorso” comune.

Entrambi sanno che le prossime scadenze italiane sono da “filo teso nel vuoto”. Il prossimo trenta luglio, la Cassazione dirà la sua sul “caso Berlusconi”. Se la sentenza andasse male per il leader del Pdl è difficile immaginare che non ci siano ripercussioni nella maggioranza nonostante tutte le promesse di buona volontà. Poi c'è l'agosto borsistico, poi ci sono le varie tasse sospese da coprire (si parla già di una manovra per il prossimo autunno), poi c'è la situazione bancaria italiana. Infine c'è sullo sfondo il perenne contenziosi tra Stati Uniti e un'Europa a trazione tedesca. Di fronte a un simile affollamento di problemi da affrontare sia Enrico Letta sia il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, devono affrontare un autentico percorso a ostacoli. La sensazione è che il loro destino sia in tutti i casi legato ai rapporti interni alla maggioranza e alle aspirazioni di alcuni leader.



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COMMENTI
18/07/2013 - A proposito di coppie (Giuseppe Crippa)

Più che una “poltrona per due” vedrei – ma spero tra un anno o due, non prima - un interessante “ticket”: Renzi Presidente del Consiglio e Monti Ministro dell’Economia. Nel frattempo sono molto più interessato ad un’altra “coppia d’attacco”: Tevez e LLorente.