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BORGHEZIO/ Lettera a Napolitano: aggredito in treno, nessun processo per i miei aggressori

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L'europarlamentare europeo Mario Borghezio lamenta che a distanza di quasi otto anni dall'aggressione che subì su un treno, i suoi aggressori non siano ancora stati processati. Lo ha fatto scrivendo una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La lettera in versione integrale è stata pubblicata dal quotidiano Libero. Borghezio, al centro di un caso di espulsione dal suo gruppo parlamentare per un episodio similare a quello del suo collega leghista Calderoni per aver insultato il ministro Kyenge, scrive che il suo partito si è apertamente scusato per recenti episodi ritenuti anche da Napolitano gravi e censurabili. Ci sono invece altri casi, scrive, molto più gravi, che vedono vittime proprio esponenti della Lega Nord e  su cui la magistratura non ha mai aperto alcun procedimento "nel silenzio compiaciuto di tutte le forze politiche". Pronto a fornire un elenco di questi episodi, cita il suo caso personale, quando il 17 dicembre 2005 mentre viaggiava su un treno venne aggredito da due persone: erano presenti anche due poliziotti dice, però dopo otto anni non è stato aperto alcun procedimento penale contro i due aggressori, neppure in primo grado, dice. Quindi, conclude, a titolo puramente personale senza coinvolgere il suo partito, scrive che se non ci sarà un intervento per questi episodi si vedrà costretto a sentirsi moralmente e politicamente legittimato a provvedere di persona. 



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