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LETTERA/ I giovani Pd: i "Civati" anti-Napolitano non ci rappresentano

Pubblicazione:venerdì 19 luglio 2013

Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Lo ha chiamato così Letta nel suo discorso per la fiducia alle Camere, lo hanno ribadito i leader dei principali partiti da aprile ad oggi, lo sostengono tutti gli osservatori. Uno dei grandi problemi della nostra classe politica e della nostra opinione pubblica è la memoria: noi non possiamo dimenticarci di come è nato questo governo, del sacrificio chiesto ad un uomo di 88 anni, ultimo baluardo di credibilità della nostra politica. E, in ultima, vero e proprio garante della tenuta non solo del governo, ma delle nostre istituzioni. Sarebbe bene ricordarsi dell'abisso in cui eravamo giunti e dell'incapacità dei partiti di individuare una figura per il Colle. Napolitano in quel contesto ci ha salvato, e tutti quanti gli dobbiamo gratitudine. Grazie a lui, per il prestigio e la forza della sua figura, è stato possibile coagulare attorno ad Enrico Letta una maggioranza di governo, formata da partiti che spesso stentano addirittura a legittimarsi l'uno con l'altro. Senza il suo sostegno quotidiano e prezioso, il lavoro del premier e del governo sul fronte delle riforme istituzionali ed economiche diventerebbe impossibile.

Per questo è sciocco e dannoso, oltre che ingiusto, attaccare il presidente della Repubblica. Perché a Napolitano dobbiamo ancora quel briciolo di credibilità internazionale che abbiamo e perché a lui dobbiamo la soluzione, seppure complessa e ricca di incognite, di una delle fasi politiche più terribili e pericolose della nostra storia. E soprattutto perché in lui, oltre che nel premier Letta e nel suo governo, sono riposte le uniche speranze del nostro Paese di rialzarsi.

Giacomo Possamai - vicesegretario nazionale Giovani Democratici



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